Volantini e comunicati

“L’Italia è una repubblica democratica fondata (sulle stragi) sul lavoro”


Lunedì 1 giugno: 4 braccianti vengono assassinati dai caporali.
Una strage deliberata ed eclatante, che si aggiunge a quella silenziosa degli oltre 400 morti sul lavoro da inizio anno.

La notizia si accavalla alla messinscena del 2 giugno, in cui si autocelebrano gli 80 anni della fantomatica “repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Subito sentiamo l’ipocrisia interessata delle dichiarazioni istituzionali, sdegnate di fronte alla “barbarie” e ai “banditi che non sono imprenditori”: così il governo dello slogan “non disturbiamo chi produce” prova a spacciare come errore di sistema qualcosa che invece è parte integrante di esso.

Il caporalato non è una pratica eccezionale ed “esotica”, non è una specie di malattia propria del Meridione e degli immigrati, ma un sistema oggettivo e ben oliato, che serve a riprodurre “fisiologicamente” una forza-lavoro tenuta al limite minimo delle condizioni di vita, con la funzione di garantire ai padroni i maggiori margini di profitto possibili.
Oggi il caporalato si manifesta soprattutto nell’industria agroalimentare e nella grande distribuzione organizzata, ma è una condizione nella quale i padroni tendono a gettare tutta la classe lavoratrice.
Detto altrimenti, tutti i padroni sarebbero ben felici di poter fare i “banditi”, perché oggi la repubblica democratica è fondata sul lavoro sfruttato, pericoloso e precario.

La classe dominante aggredisce tutti i diritti, conquistati con anni di lotta, e impone uno stato di guerra fatto di miseria e repressione, nella prospettiva finale di usare i lavoratori come carne da macello da mandare al fronte.

Dietro le stragi sul lavoro e i loro esecutori materiali, ci sono i beneficiari ultimi in giacca e cravatta, c’è un sistema in cui più le masse lavoratrici sono ridotte alla miseria, più i padroni ingrassano e dormono sonni tranquilli.

Ma non si deve disperare: come dimostrano tutte le conquiste ottenute dai lavoratori con la lotta, la classe lavoratrice unita e combattiva ha la forza di resistere e vincere contro qualsiasi potere!

La strada da percorrere è l’organizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici per opporsi a stato di guerra, salari da fame, precarietà e repressione!
Resistere per vincere!

Antitesi Organizzazione Comunista