CONTRO IL GOVERNO DELLA GUERRA!
Le ricadute della crisi imperialista sono sotto gli occhi di tutti, dal rincaro del prezzo della benzina subito dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, fino all’annuncio del licenziamento dei 1700 operai Electrolux.
I margini di mediazione stanno finendo e con questi anche le briciole da elargire alla classe lavoratrice.
L’Italia oggi è il fanalino di coda del blocco imperialista, arrivando ultima per debito pubblico. Questo significa che per sistemare i conti il Governo Meloni dovrà tagliare ulteriormente la spesa pubblica, cercando di raggiungere l’obiettivo del 5% del PIL per le spese militari.
L’ultimo Decreto sul lavoro mostra la mancanza totale di fondi e di interesse per lavoratori e lavoratrici: i pochi soldi stanziati andranno alle aziende sotto forma di sgravi fiscali (per chi assume donne giovani e nel sud).
In questo quadro si inserisce anche il continuo tentativo di eliminare la possibilità di chiedere gli arretrati in caso di vertenza, cercando di dare sempre più mano libera ai padroni di sfruttare anche al di fuori delle loro stesse regole.
La soluzione dei padroni per uscire dalla crisi è sempre la stessa: tagli, privatizzazioni, attacchi ai salari e ai diritti.
Nello Stato di guerra le condizioni peggiorano per tutta la classe lavoratrice, ma peggiorano sempre di più per chi vive una doppia oppressione, come le lavoratrici.
Lo smantellamento del servizio pubblico, come scuola e sanità, ricade direttamente sulle famiglie e, nella maggior parte dei casi, sulle donne.
Mancanza di asili, RSA e strutture adeguate porterà sempre di più le donne a dover scegliere tra il ricatto del posto di lavoro e la cura dei propri cari.
Il Governo è in crisi.
Le mobilitazioni contro la guerra e il carovita mostrano una frattura sempre più profonda tra gli interessi della classe lavoratrice e quelli dei padroni, facendo scricchiolare il consenso del Governo Meloni. Quest’anno di lotta ha dimostrato che quando gli obiettivi sono chiari e la classe è unita, anche oltre le tessere sindacali, si possono realmente mettere i bastoni tra le ruote ai piani guerrafondai e genocidari dei padroni.
Oggi è importante essere in piazza come lavoratrici e lavoratori contro la guerra e in solidarietà ai popoli che resistono all’imperialismo. Quelli che “esportano democrazia” a suon di bombe in giro per il mondo, sono gli stessi che qua da noi smantellano lo Stato Sociale per investire in armi, tolgono diritti, tengono bassi i salari e licenziano i lavoratori creando precarietà diffusa.
Abbiamo visto con le grosse mobilitazioni dell’ultimo anno che è possibile organizzarsi e opporsi ai piani dei padroni!
Dobbiamo continuare nella strada della lotta contro il Governo della guerra.
CONTRO TAGLI, LICENZIAMENTI E PRECARIETÀ!
RESISTERE PER VINCERE!
Antitesi Organizzazione Comunista
