Chi siamo


La rivista si pone l’obbiettivo di contribuire alla definizione dell’antitesi rivoluzionaria del proletariato contro la tesi dominante della borghesia e del suo potere, nella direzione della sintesi del comunismo. Inteso principalmente nel suo senso più immediato e più profondamente dialettico, come “movimento reale che abolisce lo stato di cose presente”. Un movimento reale che deve essere costituito e nutrito da nuovi compagni e compagne, da una nuova leva di comunisti capaci di far politica nel movimento di classe e fra le masse sottraendosi all’egemonia della classe dominante, posizionandosi sulla via della prospettiva rivoluzionaria.

Per costruire l’antitesi bisogna liberarsi dalla tesi e lavorare alla prospettiva della sintesi, quindi bisogna rompere con l’egemonia pratica e teorica della borghesia e costruire le condizioni pratiche e teoriche per l’avanzamento del proletariato; un compito al quale certamente non può adempiere una rivista, ma al quale può contribuire. Proprio in questi termini, rimane principale la diffusione della rivista in forma cartacea rispetto all’utilizzo della rete. La realizzazione e distribuzione fisica della stampa, come lavoro collettivo di dibattito e propaganda, costituisce il primo veicolo organizzativo dei comunisti.

“La nostra teoria non è un dogma ma una guida per l’azione”: la teoria del movimento comunista nasce dall’elaborazione dell’esperienza pratica della lotta di classe fin qui condotta e proporla in forma di metodo d’analisi applicato alla realtà odierna significa contribuire a sviluppare la definizione di una guida per l’azione nel presente.

La rivista è strutturata in cinque sezioni: Sfruttamento e crisi; Classi sociali, proletariato e lotte; Imperialismo e guerra; Controrivoluzione ed egemonia di classe; Ideologia borghese e teoria del proletariato.

Si tratta di cinque binomi concettuali che inquadrano in maniera complessiva il procedere dialettico di quanto ci sta attorno. L’ordine non è casuale: partiamo dalla materia in sé, cioè dall’analisi economica, per arrivare alla materia in sé per sé, cioè al movimento delle classi in lotta, per giungere poi al processo di trasformazione della materia, che in politica corrisponde alla guerra, e concludiamo con la sintesi del patrimonio che il movimento della materia politico-sociale, e in particolare del proletariato, ha storicamente prodotto.

Invitiamo i nostri lettori alla critica per aiutarci a progredire e auspichiamo la collaborazione di coloro che condividono un progetto di rivista aperto ai singoli compagni e compagne intenzionati a “costruire l’antitesi” alla classe dominante, pur affermando, fin d’ora, che il nostro è un lavoro collettivo e di posizionamento politico: vogliamo combattere, innanzitutto nel nostro seno, tendenze liberali, individualiste e settarie.