Volantini e comunicati

Torino 31 gennaio 2026: 50 mila in piazza contro repressione e Stato di guerra


Oltre 50.000 persone hanno attraversato Torino in una grande manifestazione di massa a difesa degli spazi di aggregazione e di lotta, respingendo il tentativo di isolamento e criminalizzazione perseguito con lo sgombero di Askatasuna.
Lo stato italiano si prepara alla guerra e, per poter agire indisturbato, ha bisogno di zittire le masse, reprimere le avanguardie e chiudere gli spazi di organizzazione e di lotta.

La repressione non è più solo una risposta agli eventi, ma assume sempre più il carattere di una repressione preventiva volta a colpire i movimenti proletari e popolari prima che si rafforzino.
Così, sul piano del puro dominio, contro questa grande manifestazione la repressione si è concretizzata in militarizzazione di un’intera città, lacrimogeni, cariche, manganellate, fermi e arresti.
Sul piano della propaganda la destra fascista al governo, seguendo la linea di Trump, ha dispiegato un’operazione politica che punta a definire il nemico interno, etichettando come terrorista chi manifesta con determinazione, contribuendo alla costruzione di un clima di criminalizzazione e di emergenza permanente per chiudere gli spazi di aggregazione e di lotta.

In parallelo la propaganda della sinistra borghese divide il movimento tra “buoni” e “cattivi” agitando il vecchio spauracchio degli “infiltrati” e legittimando la repressione contro chi non resta nei binari di una legalità borghese resa sempre più stretta dallo Stato di guerra orchestrato sul fronte interno. Favorendo così il piano di rilancio della stretta securitaria che oggi si esplicita in un nuovo pacchetto sicurezza del governo Meloni (più polizia, più carcere, meno diritti).

Gli unici infiltrati, gli unici veri terroristi nel nostro paese sono coloro che continuano a seguire le orme degli USA e dei sionisti, chi taglia i fondi per istruzione, sanità e stato sociale per destinarli alla guerra, chi promette guerra e carcere a chi occupa una casa perché non ne ha una. Chi ci alza gli affitti, ci abbassa i salari, ci sfrutta sul posto di lavoro anche a costo delle nostre stesse vite.
Gli unici infiltrati sono i fascisti nei nostri quartieri, sempre pronti a schierarsi dalla parte dello stato e dei padroni. Sono le forze armate e di polizia che tutelano l’ordine borghese e la sicurezza del profitto del capitale, che sgomberano gli spazi sociali, militarizzano le strade delle città, spaccano le teste ai manifestanti, perquisiscono e arrestano chi si oppone alla guerra imperialista.
 
È sempre più necessario organizzarsi e costruire unità contro la repressione e lo Stato di guerra.
 
Piena solidarietà ai compagni feriti, denunciati e arrestati colpiti dalla repressione!
Difenderli significa difendere tutti.
 
Resistere per vincere!
 
Antitesi Organizzazione Comunista