CONTRO IL PATRIARCATO, RIVOLUZIONE!
A Milano, il Pride è la sfilata del rainbow-washing: marchi come Nestlé, L’Oreal, MM S.p.a. sfilano in nome dei diritti delle soggettività non etero-normate per ripulire la loro immagine mentre finanziano attivamente l’entità sionista e il genocidio del popolo palestinese.
Giganti della tecnologia come Google, Amazon, Microsoft, IBM e Palantir a giugno si vestono d’arcobaleno, mentre gli Epstein Files ci dimostrano che sono una classe filosionista di stupratori, pedofili e assassini.
Dall’Afghanistan all’Iran, dalla Siria alla Palestina, la strumentalizzazione delle donne e delle soggettività non etero-normate è all’ordine del giorno per la propaganda imperialista.
Il progetto colonialista della “Grande Israele” ne è proprio un esempio: l’entità sionista si dipinge come unica “democrazia” in Medio Oriente a difesa dei diritti di donne e soggettività non etero-normate, con Tel Aviv – “capitale gay” – come suo faro.
In Italia, violenza e repressione sono sistematiche: solo nell’ ultimo anno sono state denunciate oltre 127 aggressioni di transfobia e omofobia e i dati riportano una donna uccisa ogni tre giorni.
In nome di “dio, patria e famiglia”, in questa fase di guerra, la classe dirigente reprime e disciplina le masse. Questo significa aumento dell’oppressione patriarcale sotto forma di abusi, tagli alla sanità e ai servizi di cura, profilazione razziale e attacco ai diritti come quello all’aborto.
La storia del Pride ci dimostra come le soggettività non etero-normate, così come le donne, non hanno mai avuto bisogno di essere salvate dalle democrazie borghesi. I moti del 1969 di Stonewall, con lo sfondo della guerra in Vietnam, si legarono agli scioperi e al movimento di classe che ha unito proletarie e proletari nella lotta contro il sistema di sfruttamento capitalistico.
Queste mobilitazioni non hanno solo tracciato il nesso necessario fra la lotta di genere e la lotta di classe, ma hanno anche fortemente contribuito all’avanzamento del movimento di classe e delle altre soggettività oppresse.
Dobbiamo opporci alla strumentalizzazione delle soggettività non etero-normate. Dobbiamo lottare contro questo sistema capitalista e patriarcale di oppressione e violenze che sfrutta la questione di genere per promuovere politiche sanguinarie di guerra.
Dobbiamo rivendicare il protagonismo rivoluzionario di tutte le soggettività oppresse di ieri, per organizzarci e lottare per la nostra emancipazione oggi!
Imperialismo, sionismo e patriarcato: un unico nemico!
NESSUNA GUERRA IMPERIALISTA IN NOSTRO NOME!
RESISTERE PER VINCERE
Antitesi Organizzazione Comunista
