Volantini e comunicati

DIFENDERE I POSTI DI LAVORO, RESISTERE AI PIANI DEI PADRONI!

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI ELECTROLUX


A fronte di iniziative di lotta determinate e compatte, di scioperi e picchetti operai negli stabilimenti Elelctrolux in Italia, il 15 giugno scorso la direzione della multinazionale svedese ha sospeso il piano unilaterale di licenziamenti, annunciato a inizio maggio, che prevede licenziamenti per 1700 lavoratori, sul totale di 4000 operanti nei 5 stabilimenti di Forlì, Porcia (Pn), Susegana (Tv), Cerreto d’Esi (An), e Solaro (Mi).
Solo grazie alla loro determinazione ed unità, alla capacità di lotta espressa in queste settimane i lavoratori e le lavoratrici degli stabilimenti Electrolux sono riusciti a congelare il piano di licenziamenti.

Il piano della multinazionale svedese è una mattanza operaia che i padroni intendono attuare per salvaguardare solo i loro profitti, riducendo le linee produttive e spostando la produzione in altri stabilimenti, come quello di Cerreto d’Esi che nel piano della multinazionale dovrà essere chiuso per portare la produzione delle cappe di alta gamma in Polonia.
La loro fame di profitto non ha limiti: dopo aver annunciato il piano di licenziamenti, nello stabilimento di Forlì la direzione aziendale ricerca nuove assunzioni con contratto a termine per le commesse del periodo estivo, a fronte della netta risposta della classe operaia dello stabilimento che ha scioperato compatta e giustamente boicottato le richieste di straordinari notturni e sabati lavorativi. Per i padroni i lavoratori e le lavoratrici sono solo merce che quando non è più necessaria, o meno profittevole, si può abbandonare al proprio destino, scaricandone i costi sul territorio e sugli istituti sociali, da anni colpiti da tagli sempre più netti ed incapaci ormai di fronteggiare adeguatamente le situazioni di crisi.

In questo periodo segnato da moltissime situazioni di crisi aziendali la lotta di questi lavoratori e lavoratrici mantiene vivo l’esempio di come si devono affrontare i processi di ristrutturazione e chiusura aziendali, che nella maggior parte delle vertenze, invece, si spengono, isolate, nei tavoli istituzionali di governo, industria e sindacati.

La crisi di questo sistema colpisce sempre più profondamente le condizioni di vita e di lavoro della classe operaia nel nostro paese.
Nel primo trimestre 2026 le ore di Cassa integrazione straordinaria (68,6 milioni di ore) ha superato le ore di Cassa integrazione ordinaria e 117 aziende hanno richiesto la cigs per cessazione delle attività (27,1% in più del primo trimestre 2025). Un segno ulteriore, questo, delle “difficoltà” aziendali che non sono legate a cali congiunturali, temporanei, del mercato, ma alla situazione di crisi generale del sistema capitalista.

Crisi, licenziamenti, salari ridotti all’osso (il livello salariale attuale è dell’8,6% inferiore a quello pre-covid, 2019) questa è la realtà che vive la classe operaia nel nostro paese. E chi non risponde più alle necessità dei padroni viene espulso dalle fabbriche, licenziato, lasciato in Naspi ad ingrossare le fila dei disoccupati, nelle mani di un sistema dei servizi sociali sempre più compromesso dai continui tagli per ingrossare le spese militari, Il governo della guerra Meloni destina investimenti e spese statali solo all’industria bellica (nel 2025, 37 miliardi di euro sono stati destinati alle spese militari), “investendo” nel folle progetto dei padroni dell’economia che ci sta portando alla terza guerra mondiale.
In questa fase contrassegnata dalla crisi del sistema capitalista e dalla tendenza alla guerra la classe dominante vuole imporre uno stato di guerra fatto di miseria e repressione con l’obiettivo di smantellare tutte le conquiste dei lavoratori e delle lavoratrici ed usare i lavoratori come carne da macello nei fronti di guerra.

E’ sempre più chiara la necessità per la classe operaia, per i lavoratori e le lavoratrici, di organizzarsi per imporre nuovi rapporti di forza, a partire dalle fabbriche, contro i padroni. La lotta deve essere saldamente nelle mani dei lavoratori e delle lavoratrici, con le iniziative di sciopero, mobilitazione e picchetti dei lavoratori e lavoratrici Electrolux, che per ora hanno raggiunto il risultato di far ritirare il piano unilaterale di licenziamenti della multinazionale svedese. La classe operaia dell’Electrolux ci sta dimostrando quanto è importante non farsi imbrigliare nei tavoli istituzionali inconcludenti di governo e padroni, ma mettere in campo le azioni necessarie per condurre la lotta alla vittoria contro i progetti padronali.

Piena solidarietà ai lavoratori ed alle lavoratrici degli stabilimenti Electrolux, in lotta contro i licenziamenti e la chiusura degli impianti.
Lottiamo assieme contro questo sistema di crisi, rapina, sfruttamento e guerra!

Antitesi Organizzazione Comunista