Volantini e comunicati

Prove di Stato di guerra. Decreto sicurezza in funzione


Il 29 marzo scorso a 91 anarchici è stato applicato il nuovo istituto del fermo preventivo.

Il provvedimento è stato utilizzato nel tentativo impedire una manifestazione di saluto e ricordo di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti dieci giorni prima. È stata la prima applicazione del “fermo preventivo” contro manifestazioni; misura che permette il fermo, e la detenzione in questura fino a 12 ore, di chiunque partecipi a manifestazioni e che a discrezione degli sbirri sia considerato sospetto. La presidente del consiglio Meloni ha rivendicato l’azione repressiva: “Il decreto sicurezza funziona!”, rimarcando il carattere di prova generale.

Il governo fascio-leghista è ben contento di rinnovare la pratica del regime fascista di fermare preventivamente sospetti socialisti, anarchici e comunisti. Oggi la applica col preciso intento di pacificare il fronte interno, mentre sviluppa la produzione di armi e l’economia di guerra per continuare a far fare profitti ai padroni e attrezzarsi per le guerre imperialiste esterne.

La classe dominante allestisce lo Stato di guerra interno perché teme mobilitazioni contro la guerra imperialista e in appoggio dei popoli oppressi. Affinano e verificano la loro strumentazione repressiva per cercare di evitare che si concretizzi un movimento di massa contro la guerra imperialista.

Contro fascismo e imperialismo, libertà ai popoli!
Onore ai caduti rivoluzionari!
Resistere per vincere!
Il passato è memoria, il presente è lotta, il futuro è rivoluzione!

Antitesi Organizzazione Comunista