Volantini e comunicati

RIBELLARSI È GIUSTO!


In buona parte dell’Europa, le masse popolari si stanno mobilitando contro l’austerità di guerra, riflesso della crisi del sistema capitalista e del precipitare della situazione economica internazionale, a causa dei conflitti in Ucraina/Russia e Medio Oriente. L’inflazione sta falcidiando salari e pensioni, l’aumento dei costi, soprattutto a livello energetico, colpisce l’industria, vengono imposti licenziamenti di massa, mentre i governi della borghesia imperialista portano avanti piani di riarmo, trasferendo la spesa pubblica dalle conquiste sociali delle masse ai profitti dei grandi gruppi monopolistici del settore militare. Le classi dominanti europee parlano apertamente di terza guerra mondiale, si allenano al conflitto nucleare con esercitazioni della Nato e conducono una martellante campagna russofoba.

Il vento della ribellione in Albania, Spagna e Francia è arrivato anche in Italia con le mobilitazioni delle ultime settimane. La classe operaia dell’Electrolux e dell’Ilva sta lottando per difendere i propri posti di lavoro, rifiutando, nel primo caso, i piani di delocalizzazione dei padroni e, nel secondo, l’isolamento nel quale si voleva mettere i lavoratori strumentalizzando la questione ambientale. Gli operai hanno ragione a ribellarsi, con ogni mezzo necessario, alle ristrutturazioni e ai ricatti dei padroni, alle illusioni dei governi, imponendo la necessità di lottare anche alle burocrazie sindacali.

Al Sud Italia, i camionisti, gli agricoltori, i pescatori stanno conducendo la battaglia contro il caro-carburante e l’aumento generalizzato dei costi che sta distruggendo le piccole imprese. Il Sud è stanco di essere spremuto come un limone senza ricevere nulla in cambio, vedendo i suoi figli costretti all’emigrazione, condannati alla disoccupazione o all’arruolamento militare. La ribellione delle masse meridionali, nonostante i tentativi di blandirla da parte del governo con le solite elemosine, è destinata a svilupparsi.

Gli studenti e i giovani delle città del Nord e del Centro Italia hanno dato una grande prova di dignità, coraggio e determinazione nelle ultime settimane. Il 17 e il 18 ottobre, a Milano, la classe dominante ha visto concretizzarsi la rabbia dei giovani, studenti e proletari, chiusi in scuole fatiscenti e omologanti, umiliati ogni giorno da sbirri e politici per il colore della loro pelle, costretti a lavori di merda per paghe di merda, sbattuti in squallide periferie abbandonate a sé stesse. Quei giovani si sono presi il centro borghese di Milano per due giorni, imponendo il prezzo della loro rabbia ad un sistema che oggi li vorrebbe silenti e obbedienti e domani prospetta loro di essere carne da cannone per le guerre del “democratico occidente”.

Ci aspettano altri giorni di lotta, nei quali dovremmo confrontarci anche con la rinnovata spinta repressiva che il governo Meloni sta mettendo in campo, con l’introduzione di nuovi reati per colpire le lotte e l’esercito schierato a più non posso nelle strade e nelle piazze, ad esemplificare quanto la democrazia borghesia si stia
connaturando sempre di più come Stato di guerra.

Non dobbiamo mai farci dividere in “buoni e cattivi”: i violenti, i devastatori e i terroristi sono quelli che distruggono le nostre esistenze e nel frattempo ci portano alla terza guerra mondiale. Dobbiamo organizzarci contro la repressione, perché la continuità della lotta dipende anche da questo. Dobbiamo prendere esempio dai popoli in lotta, in primis dal grande ed eroico popolo palestinese, che non si arrende mai.
Dobbiamo soprattutto organizzarci per far fuori questa classe dominante che ci sta trascinando nel baratro, per rovesciare il potere degli sfruttatori e imporre il potere dei lavoratori. Dobbiamo rafforzare l’organizzazione comunista e, in prospettiva, il partito comunista come strumento per la rivoluzione.

VIVA LA RIBELLIONE DELLE MASSE POPOLARI ALLO STATO DI GUERRA!
UNITÀ E SOLIDARIETÀ DI FRONTE ALLA REPRESSIONE!
COSTRUIRE L’ORGANIZZAZIONE COMUNISTA PER LA RIVOLUZIONE!

Antitesi Organizzazione Comunista