Volantini e comunicati

L’antisionismo non è reato


I compagni denunciati per travisamento, ovvero per aver indossato uno scaldacollo durante la manifestazione del 25 aprile 2025, hanno ricevuto il non luogo a procedere per irrilevanza del fatto, ai sensi dell’art. 130 bis.

Di fatto viene riconosciuto che il reato sussiste, ma che non è considerato abbastanza grave da giustificare la prosecuzione del processo.

Siamo contenti di questo risultato, ma questa vicenda ci dice anche che l’accusa non si basava su fatti reali, ma rappresenta una provocazione volta a spaventare e reprimere i giovani compagni e compagne che il 25 aprile come tutti i giorni si mobilitano contro la guerra, l’imperialismo e il sionismo. Un tentativo di spaventare e reprimere giovani compagni e compagne che scelgono di lottare e organizzarsi.

Queste provocazioni, anche quando non portano a processo, vanno denunciate e contrastate. Va ribadito con forza che stare a fianco della resistenza palestinese non è un crimine. Essere contro il riarmo e la guerra imperialista non è un crimine.

È un crimine armare Israele. È un crimine spendere 800 miliardi per il riarmo. È un crimine sostenere guerre di aggressione in tutto il Medio Oriente.

Denunciano chi ricorda il sangue versato dai partigiani contro la guerra e per la rivoluzione, mentre ci spingono verso il baratro della terza guerra mondiale.

Denunciano i giovani che scendono in corteo contro il riarmo e a fianco della resistenza palestinese, mentre continuano ad armare il genocidio in Israele.

Di fronte a tutto questo la risposta può essere una sola: organizzare le lotte, sostenerle ovunque, rafforzare la solidarietà e contrattaccare la repressione, anche nei tribunali.

Il 16 aprile tutti e tutte a Milano, a fianco della Resistenza Palestinese e di tutti i popoli che resisto o all’ aggressione imperialista!

Contro lo stato di guerra e la repressione, resistiamo oggi per vincere domani.

Il presente è lotta, il futuro rivoluzione!

Antitesi – Milano