Piena solidarietà alle compagne e ai compagni dei Carc colpiti dalla repressione!
Nella mattinata del 21 aprile membri Partito dei CARC di Napoli e Firenze sono stati oggetto di perquisizioni. La Digos ha fatto irruzione nelle abitazioni di sei compagni, richiamando pratiche repressive che entrano pienamente nel nuovo quadro securitario definito dal cosiddetto decreto sicurezza. L’intento di questa nuova provocazione e montatura è quello di colpire preventivamente chi si oppone a questo sistema di sfruttamento, oppressione e guerra; in particolare le fasce più giovani.
A questo scopo la Magistratura inquirente ha utilizzato il reato di Associazione sovversiva (270 bis cp) supportato unicamente dall’ipotesi di istigazione e apologia del “terrorismo”. L’uso dei reati associativi (istituiti dal codice fascista) contro le organizzazioni comuniste e contro chi si oppone risolutamente al sistema, è una vecchia e consolidata pratica repressiva che oggi viene rafforzata con nuove fattispecie di reato (reato della parola, incitamento all’odio). Si tratta della prosecuzione, e del rilancio in forme aggiornate, di una lunga tradizione di politiche repressive anticomuniste e anti proletarie.
Questa ultima azione dell’autorità giudiziaria è parte della più ampia campagna repressiva contro tutto il fronte di chi si oppone alla politica anti proletaria del governo Meloni, e che denuncia la sua complicità nel genocidio dei palestinesi e nelle guerre imperialiste. Una campagna tesa a colpire lo sviluppo del movimento contro la guerra che si è espresso durante l’ultimo anno di mobilitazioni in solidarietà al popolo palestinese e alla sua resistenza. Vere e proprie rappresaglie che colpiscono organizzazioni e individui, ma che hanno come obiettivo quello di chiudere gli spazi ad un movimento di massa ben più ampio.
Per questo la nostra classe dominante, in piena crisi interna e di fronte alla guerra sul piano internazionale, arriva a colpire persino la libera espressione per cercare di soffocare preventivamente ogni forma di organizzazione e di lotta, rinnovando reati di opinione che affondano le radici nel codice penale fascista.
I veri terroristi oggi sono le classi dominanti criminali che portano i popoli alla guerra, e che in tutto l’occidente, e in Italia, scaricano la crisi del loro sistema sui proletari e sulle masse popolari. Con la repressione sperano di costringerle a sopportare il progressivo e grave peggioramento delle loro condizioni materiali di lavoro e di vita. Facciamola diventare una speranza vana!
La solidarietà è un arma!
Resistere per vincere!
Antitesi Organizzazione Comunista
