PEDRO VIVE NELLA PROSPETTIVA RIVOLUZIONARIA
Lo Stato italiano – la mattina del 9 marzo 1985 – stabiliva l’esecuzione di un uomo. Nella penombra dell’androne del palazzo in via Giulia 39, si nascondeva la mano armata dello Stato: agenti della polizia politica Digos e del servizio segreto Sisde, uccisero in un agguato – sparando almeno 15 volte – un uomo disarmato, la cui colpa è quella di essere un militante comunista ricercato dalla “giustizia”.
Moriva così, Pietro Maria Walter Greco, per i compagni e le compagne «Pedro», ucciso da uno Stato che, in un processo farsa, poi sentenzierà l’impunità dei suoi boia.
La sua esecuzione fu una delle tante compiute dagli apparati repressivi negli anni ‘70 e ‘80, col fine di annientare il movimento rivoluzionario attivo in quegli anni. Con l’omicidio di Pedro si voleva, in particolare, chiudere con il sangue un ciclo di lotta di classe, impedendone la continuità, ammazzando un militante che vi aveva partecipato in prima fila.
«Una colpa che il tempo non cancella».
La militanza di Pedro è significativa ed esemplare per tutti i compagni e le compagne di ieri e di oggi, non solo per l’impegno profuso nelle questioni legate alla scuola e al diritto alla casa, tematiche che, come professore emigrato a Padova dalla Calabria, conosceva bene e aveva molto a cuore, ma soprattutto per il suo attivismo e la sua operosità, per essere sempre in testa contro il sopruso capitalista. Dall’occupazione del centro sociale «Nuvola Rossa» all’antifascismo militante: Pedro partecipa alle lotte di massa e, come comunista, ritiene che solo l’abbattimento del capitalismo può conquistare per i proletari una vita degna di essere vissuta. Nel 1982 è colpito, per la seconda volta, da un mandato di cattura per “terrorismo” ed è costretto alla latitanza da cui non farà più ritorno.
Ricordare Pedro significa mantenere vivo il suo spirito rivoluzionario e, attraverso di lui, lo spirito e il patrimonio di tutti i compagni e i proletari che, in quegli anni, presero parte a quella lunga stagione di lotte. Raccogliere il «grido di guerra» di tutti loro deve diventare motivo d’ispirazione per lottare in un presente nel quale il capitalismo, non solo aggrava il suo sfruttamento e la repressione, ma ci sta conducendo alla terza guerra mondiale.
PER UN NUOVO ASSALTO AL CIELO
6 marzo ore 18.00 via del Bosco 12 C incontro-dibattito sull’omicidio di Stato di Pedro, a seguire dj set a cura di Radio Goblin e rebechin pro cassa antirepressione
9 marzo ore 17.00 presidio sul luogo dell’omicidio in via Giulia 39
9 marzo ore 21.00 su Radio Fragola ( Fm 104.5 – 104.8) approfondimento radiofonico sull’omicidio di Pedro
Antitesi – Organizzazione Comunista
Radio Goblin
