Anan va liberato!
La condanna del militante palestinese Anan Yaeesh a cinque anni e sei mesi di carcere comminata dal Tribunale dell’Aquila è la riprova di come viene trattato dallo Stato italiano chi resiste all’occupazione in Palestina e al genocidio del suo popolo.
Anan è stato arrestato e condannato perché ha scelto di prendere parte alla lotta del suo popolo invece di accettare l’oppressione sionista. Questa sentenza è un atto che rafforza un impianto repressivo oggi pienamente operativo in Italia, con sgomberi, arresti, denunce, perquisizioni, e sanzioni contro chi appoggia risolutamente la Resistenza in Palestina e si oppone allo stato di guerra. Un nuovo decreto sicurezza che colpisce il diritto a manifestare è già in cantiere da parte del governo per perseguire ancor di più chi si ribella alla prospettiva della guerra imperialista, e della distruzione e della miseria che si porta dietro.
Questa condanna risponde alla volontà di criminalizzare la resistenza e colpire chi riconosce il diritto dei popoli all’autodeterminazione. Per questo esprimiamo piena solidarietà ad Anan e denunciamo una decisione che mostra chiaramente come lo Stato, governo e la magistratura italiani siano complici del sionismo e del suo progetto genocida.
Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in Italia per indicare concretamente da che parte stare: con la Palestina libera e contro i criminali sionisti e gli imperialisti guerrafondai.
La repressione non cancella la legittimità della lotta!
Morte al sionismo e all’imperialismo!
Resistere per vincere!
Antitesi – Organizzazione Comunista
