Volantini e comunicati

7 MAGGIO SCIOPERO GENERALE PROVINCIA DI FIRENZE: ORGANIZZARSI CONTRO LA GUERRA! RESISTERE PER VINCERE!


Rilanciamo e invitiamo tutte e tutti a partecipare alle mobilitazioni sul territorio fiorentino: l’8 maggio sciopero giovanile internazionale contro la guerra e la leva militare. Il 6 e 7 maggio la scuola sciopera contro l’asservimento della formazione alle esigenze del capitale europeo, che vuole fare delle scuole fabbriche di forza lavoro precaria e disciplinata, attraverso tagli agli organici, privatizzazione, alternanza scuola-lavoro, militarizzazione e autoritarismo.

Il 7 maggio sciopero generale provinciale indetto dall’Usb a sostegno della Global Sumud Flottila e dei prigionieri politici palestinesi, contro la leva militare e l’economia di guerra. Quel giorno, mentre le più alte cariche dell’Unione Europea saranno a Firenze per il 50° anniversario dell’Istituto Universitario Europeo, scendiamo in piazza contro le politiche europee di austerità, riarmo e guerra. Ursula von der Leyen, Kaja Kallas, Pina Picierno, non siete benvenute! 

Mentre l’escalation bellica richiede il suo tributo di sangue ai popoli oppressi, la guerra è già mondiale: dalla Palestina al Libano, dall’Iran all’Ucraina, dal Venezuela a Cuba. Il capitalismo in crisi non può garantire uno sviluppo pacifico e la competizione tra monopoli imperialisti per la spartizione di mercati, risorse e sfere d’influenza ha la guerra come unico sbocco possibile. Per continuare a fare profitti, i padroni alimentano l’economia di guerra e tornano sulla via della conquista, dell’aggressione e del genocidio dei popoli che resistono.

L’Unione Europea è la cabina di regia degli interessi delle borghesie del continente, delle banche e delle multinazionali, che da decenni scaricano i costi della crisi sulle spalle delle classi subalterne. Decenni di austerità, neoliberismo, tagli al welfare, scuola e università piegate alle esigenze del capitale, precarietà e attacco ai diritti sociali conquistati in anni di dure lotte. Questo ha reso insostenibili le condizioni di vita di milioni di lavoratori europei, studenti, precari e disoccupati, mentre i padroni e le oligarchie finanziarie continuano ad incassare profitti.

E ora i governi e le istituzioni europee infilano l’elmetto e vogliono imporci uno stato di guerra fatto di sfruttamento, autoritarismo e repressione. Il loro piano è chiaro: dirottare tutte le risorse verso la spesa militare e l’industria bellica, sostituire la transizione ecologica con il riarmo, aumentare sfruttamento e precarietà, attaccare il diritto di sciopero, militarizzare scuola e università, reprimere chi non si conforma e riattivare la leva militare obbligatoria per usare soprattutto i giovani come carne da cannone.

Tutto ciò mentre la guerra aggrava la stessa crisi che l’ha generata: Gasolio, bollette, affitti e beni di prima necessità aumentano, a fronte di salari sempre più miseri e mangiati dall’inflazione. È chiaro a tutti che recessione, licenziamenti e carovita colpiranno sempre più duramente lavoratrici e lavoratori, giovani, studenti e settori popolari.

Ma, se la guerra imperialista è l’unica via che la classe dominante può percorrere per salvare sé stessa dalla crisi strutturale del capitalismo, noi non siamo disarmati! Lo scorso autunno abbiamo visto un imponente movimento popolare e di massa, composto da miglia di lavoratori e lavoratrici, studenti, precari, militanti politici e sindacali e comuni cittadini, che hanno fatto tremare governo e padroni raccogliendo l’appello della Resistenze Palestine. Un movimento e ha saputo praticare concretamente la parola d’ordine “Blocchiamo tutto” con l’obiettivo di inceppare la macchina bellica dell’imperialismo proprio nel suo centro nevralgico.

Le mobilitazioni in solidarietà alla Palestina, le lotte sui posti di lavoro contro carovita e sfruttamento degli operai ex-Ilva di Genova, dei metalmeccanici, dei portuali, così come la lotta del Collettivo di fabbrica ex-Gkn, gli scioperi degli operai tessili di Prato e le iniziative contro la guerra e le basi militari hanno dimostrato che, quando la classe lavoratrice e le classi popolari si uniscono, si organizzano e si solevano, hanno la forza per resistere e vincere!

Nei palazzi del potere politico ed economico tremano al pensiero che questa forza possa mettere in discussione l’attuale sistema di sfruttamento e guerra: dal riarmo alla distruzione dello stato sociale; dalla leva militare alla privatizzazione di sanità, scuola e pensioni; dai salari da fame alla precarietà e allo sfruttamento sui posti di lavoro. Ma la classe lavoratrice fa paura solo se è organizzata e se non disperde la sua forza mille rivoli o non si lascia scoraggiare dalla propaganda immobilista di quelle burocrazie politiche e sindacali che vogliono rinchiudere la protesta nella compatibilità con questo sistema che produce miseria, sfruttamento e morte.

Per questo, l’unico antidoto è l’organizzazione e la resistenza, al fianco dei popoli aggrediti dall’imperialismo: quando la resistenza avanza, l’imperialismo arretra! Dobbiamo costruire organizzazione, cultura e pratica della resistenza. Chiamiamo a lavoratori/trici, studenti/esse, precari/e e disoccupati/e a unirsi e proseguire la mobilitazione. Rifiutiamo di continuare a pagare il costo delle loro guerre e di essere carne da cannone! Rifiutiamo di produrre, lavorare o studiare per la guerra; sosteniamo le lotte contro le basi militari, l’economia bellica e il genocidio dei popoli oppressi; ribelliamoci allo sfruttamento, alla precarietà e alla repressione; organizziamoci in tutti i luoghi di lavoro, di studio e nei territori. Resistere oggi significa vincere domani.

CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA, PER UNA NUOVA RESISTENZA

IL PRESENTE È LOTTA! IL FUTURO È RIVOLUZIONE!

Antitesi – Firenze