NO ALLO STATO DI GUERRA, NO AL GOVERNO MELONI
La riforma Nordio è un progetto di legge che ha come obiettivo la riorganizzazione del potere giudiziario in modo da sancire una preminenza politica. Il fine della riforma appare chiaro: non diminuire il potere autoritario della magistratura, ma superare la tradizionale divisione dei poteri, così come definita dal costituzionalismo borghese, per arrivare alla supremazia del potere esecutivo.
Questa riforma va inserita in un progetto complessivo di riforma dello Stato che una grossa parte della classe dominante, sia con governi di destra che di sinistra, persegue da tempo e che mira a consegnare all’esecutivo sempre più poteri sia verso le altre fazioni della stessa classe dominante sia sull’intero corpo sociale. Questa riforma va messa assieme ai vari pacchetti sicurezza, all’annunciato premierato, all’uso di fiducie e Dpcm per esautorare il parlamento e agli incessanti attacchi contro i lavoratori e i giovani che si mobilitano nel nostro paese contro la guerra e in difesa di salario, posti di lavoro e diritti.
Rappresenta un passo nel tentativo di superare i limiti che la democrazia borghese si è data finora che impediscono e rallentano, in una grossa fase di crisi e di guerra come quella attuale, di prendere decisioni senza che queste possano essere messe in discussione da altre istituzioni borghesi.
E’ decisamente uno scontro tra poteri dello Stato il cui esito però avrà ricadute anche sulle lotte dei lavoratori e dei proletari. E’ chiaro che se l’esecutivo avrà più potere all’interno della magistratura lo eserciterà sicuramente contro i lavoratori, i giovani, le donne e i proletari in lotta. Gli strali del governo contro la concessione delle misure cautelari anziché il carcere dopo la giornata di lotta di Torino stanno ad indicare precisamente questo.
Chiariamo che la magistratura è nel suo insieme un organo della controrivoluzione preventiva che in entrambi gli schieramenti referendari si è sempre prodigata e si prodiga per fermare le lotte dei lavoratori e delle avanguardie rivoluzionarie quando queste mettono in discussione l’ordinamento borghese. La riforma Nordio è espressione delle contraddizioni insite all’interno della classe dominante nella gestione della crisi e dello stato di guerra, con questa legge il governo Meloni cerca di risolvere una parte di queste contraddizioni puntellando il proprio esecutivo disciplinando uno dei poteri dello Stato.
L’opposizione a questa legge e il voto referendario assumono principalmente il carattere di manifestazione dell’opposizione a questo governo, perché indebolire e mettere in difficoltà l’esecutivo è il compito principale oggi per tutti quelli che lottano contro la guerra, per il salario, in difesa dello stato sociale e contro la repressione. Votiamo No innanzitutto contro il governo Meloni, il governo della guerra servo degli Usa, dei decreti sicurezza, della repressione contro il movimento per la Palestina, dei tagli allo stato sociale e del riarmo.
Nessun referendum potrà cambiare in modo significativo la natura repressiva e controrivoluzionaria del potere giudiziario, questa potrà essere contrastata solo dalla lotta di classe e dalla lotta rivoluzionaria. In ogni caso, a prescindere che vinca il no o il si, bisognerà proseguire con maggiore determinazione possibile nella lotta contro il capitalismo per la conquista di un mondo senza più guerre, classi e sfruttamento.
VOTARE NO PER SABOTARE I PIANI DEL GOVERNO MELONI!
LOTTARE CON DETERMINAZIONE CONTRO LA GUERRA PER ABBATTERE IL CAPITALISMO!
Antitesi – Organizzazione Comunista
