Volantini e comunicati

L’imperialismo non è emancipazione! Contro la guerra rivoluzione!


Il non allineamento dell’Iran al blocco occidentale e il fatto di essere la spina dorsale dell’asse della Resistenza in Medioriente, ha spinto l’imperialismo Usa e il suo fedele alleato sionista ad attaccarlo, la notte del 28 febbraio.

E sin da subito si svela quanto fossero false le loro pretese di esportazione di democrazia e di diritti delle donne. Oltre cento ragazze, infatti, hanno perso la vita a causa di un missile che a Minab ha preso di mira una scuola femminile.

Ci si chiede, inoltre, quale democrazia e idea di emancipazione delle donne, la borghesia occidentale voglia esportare, considerando l’enorme scandalo rivelato dagli Epstein’s files: un lungo elenco di documenti che palesano come gli stessi politici che ci stanno trascinando in guerra abbiano abusato, sfruttato e stuprato giovani donne proletarie.

L’Italia complice risponde a questo clima di guerra generale e putrefazione dei rapporti dirottando quotidianamente milioni di euro di fondi pubblici a spese militari, a grandi opere (vedi giochi olimpici Milano-Cortina o il ponte sullo Stretto) e a processi di militarizzazione dei quartieri popolari, con paralleli tagli a istruzione, assistenza, sanità che pesano soprattutto sulle donne. Esse dovendo farsi carico del lavoro di cura di figli, anziani, persone con disabilità, sono costrette a lavori precari, se non addirittura alla disoccupazione, con dato ancor più drammatici al Sud, per l’assenza di servizi pubblici.

Tutto ciò é la dimostrazione plastica di come non ci possa essere liberazione femminile all’interno di questo sistema capitalista e patriarcale, ma che lo si possa abbattere solo con il protagonismo e la determinazione contro il nemico, esattamente come fecero le operaie di San Pietroburgo nel 1917 che mobilitandosi contro guerra e sfruttamento divennero la miccia della rivoluzione.

Oggi quella potenza va riconquistata! Dopo decenni di battaglie difensive, le masse hanno mostrato di potersi rimettere in movimento quando intravedono un obiettivo chiaro e raggiungibile, come la mobilitazione intorno a Blocchiamo tutto della Global Sumud Flotilla. In questo passaggio storico i giovani e le donne sono stati protagonisti. Più di altri hanno colto il cambio di fase perché vivono sulla propria pelle una stabilità economica sempre più precaria, accompagnata dalla disgregazione dei rapporti sociali: femminicidi, isolamento, impossibilità di immaginare un futuro. Ci hanno dimostrato che si può e si deve lottare fianco a fianco, costruire una lotta capace di unire donne, uomini e soggettività non eteronormate contro il capitalismo e l’imperialismo in casa nostra.

NON C’È EMANCIPAZIONE DELLA DONNA SENZA RIVOLUZIONE, NON C’È RIVOLUZIONE SENZA EMANCIPAZIONE DELLA DONNA!

Antitesi – Organizzazione Comunista