Epstein files, il volto dell’oligarchia finanziaria
Milioni di files che attestano la partecipazione di centinaia, forse migliaia, di esponenti del fior fiore della oligarchia finanziaria e della borghesia imperialista occidentale, a stupri in massa di minorenni, sevizie e torture, fino anche a omicidi, sono stati resi pubblici dal Dipartimento della Giustizia Usa dopo un voto del Congresso che lo obbligava a farlo.
Gruppi dell’alta finanza sionista come i Rothschild e araba come l’emiratino Sultan Ahmed bin Sulayem, servizi segreti come il Mossad, la Cia, l’Mi6, alte cariche della politica come Trump e il suo predecessore Clinton, esponenti della casa reale inglese come il principe Andrea, miliardari come Billy Gates e Musk, accademici come Noam Chomsky, magnati dei media come Robert Maxwell, sono solo i primi riferimenti apparsi in questa valanga di documenti, foto e video. Una vastità che testimonia una compromissione assolutamente “bipartizan” e transnazionale dell’intero establishment del potere occidentale e palesa irrimediabilmente il suo carattere criminale.
Il fatto che il vaso di pandora sia stato scoperchiato mostra la gravità della crisi del sistema e la drammaticità delle fratture interne alla classe dominate Usa.
Dal vaso di pandora sta emergendo il quadro generare delle relazioni interne all’oligarchia finanziaria improntate alla corruzione, alla complicità e al ricatto. La fabbrica dello stupro di massa di ragazzine e delle altre pratiche aberranti, oltre a evidenziare l’immoralità fino all’inumanità di questa frazione criminale della classe dominante, mostra il sistema di costruzione della complicità fondata sul ricatto (con tutti gli stupri videoregistrati) a base del potere di quelli che si considerano i padroni del mondo. Un sistema del ricatto in cui i sionisti giocano il ruolo di protagonisti come si evidenzia con il coinvolgimento di Ehud Barak (ex generale dell’Idf, ex primo ministro e ministro della difesa di Israele).
Un potere che si fonda sulla presunzione della completa impunità anche di fronte ai reati più aberranti, impunità che, nonostante le più chiare evidenze, vige tuttora con il fatto che nessuno a tutt’oggi è stato inquisito, a parte Epstein, che è stato suicidato in carcere nel 2019, e la sua consorte Ghislaine Maxewell (figlia del magnate sionista dei media britannico, e agente del Mossad, Robert Maxwell) condannata a 20 anni di carcere.
Quello degli Epstein files è un terremoto che covava da tempo, i cui tentativi di insabbiamento hanno visto all’opera le ultime quattro Amministrazioni Usa (Bush, Obama, Biden e Trump) che si sono impegnate a bloccare la pubblicazione dei documenti. Oggi, a fronte della crisi del sistema e degli scontri interni alla classe dirigente, impedire la pubblicazione non è più possibile. Si tenta così la via dell’inondazione con milioni di files, carichi di omissis, con cui l’Amministrazione Trump punta alla confusione, mantenendone secretati altri milioni, per cercare di salvare il salvabile di un sistema sull’orlo del crollo. Milioni di files rilasciati in cui vengono esposti i volti delle vittime e oscurati quelli di gran parte degli orchi stupratori torturatori e macellai.
In ogni caso questo squarcio, nonostante la congiura del silenzio che fin qui accomuna tutti i grandi media occidentali, mostra a sempre più ampie masse il livello di degenerazione morale e di pratiche criminali a cui è arrivata la cupola dell’oligarchia finanziaria. Monopolisti che sono alla testa di una centralizzazione dei capitali che si è accelerata nella crisi di sovrapproduzione che contraddistingue la fase imperialista del capitalismo, con l’enorme bolla finanziaria e l’economia del debito. È la stessa classe di criminali che punta al riarmo e alla guerra per tutelare i propri asset finanziari e a continuare, anche nella crisi e nella guerra, ad accumulare ricchezze sullo sfruttamento dei lavoratori, sull’immiserimento delle masse e sulla pelle dei popoli oppressi.
Un’oligarchia che come si evidenzia dai file è direttamente e concretamente coinvolta, con ruolo dirigente, nello sterminio del popolo palestinese, messo in atto dall’entità sionista a Gaza e in Cisgiordania. Jared Kushner e Ehud Barak sono strettamente collegati al caso Epstein. Il primo, genero di Trump, assieme a Steve Witkoff, è il gestore del dossier mediorientale degli Usa e il garante del via libera al genocidio messo in atto dai sionisti, mentre il secondo, già generale dell’Idf nonché primo ministro israeliano prima di Netanyahu, è il reclutatore di Epstein nel Mossad e presumibile gestore, per conto dei sionisti, della rete di ricatto da lui organizzata.
Il caso Epstein mostra la quadratura del cerchio dell’aberrazione: un’oligarchia finanziaria fortemente connotata dal sionismo che fa i sui sporchi affari allestendo la fabbrica del ricatto, lo stupro di massa di minorenni, e altre cose più orribili, mentre pianifica lo sterminio di interi popoli e trascina l’umanità nella terza guerra mondiale.
Anche le classi dirigenti europee e quella italiana sono integrate in questo sistema. La prova più evidente è la ritrosia fin qui mostrata dai media nostrani a far esplodere un caso così eclatante, attanagliati nella paranoia del crollo del loro sistema. Il servilismo e la compromissione della nostra classe dirigente e del governo Meloni sono ampiamente comprovati dai servigi resi all’entità sionista con la fornitura di armi, l’adesione al piano Trump-Kushner su Gaza, l’arresto e la condanna di attivisti palestinesi su mandato sionista in Italia, la messa a disposizione dei nostri dati all’entità sionista, l’acquisizione di software di controllo sionisti come Paragon, fino anche all’ingerenza nella formazione delle maggioranze governative come risulta da mail, tra Steve Bannon ed Epstein, in cui Salvini era stato indicato come cavallo da foraggiare.
Questa oligarchia finanziaria, frazione dominante della borghesia imperialista, è il nemico principale da abbattere. Il fatto che le masse ne diventino sempre più consapevoli costituisce una condizione determinante per la nuova ondata della rivoluzione proletaria nel mondo come nel nostro paese.
Resistere per vincere!
Antitesi – Organizzazione Comunista
