Contro fascismo e Stato di guerra!
Nelle ultime settimane, il nostro territorio è diventato il palcoscenico dell’ennesima vile provocazione reazionaria. Influencer assoldati dalla macchina mediatica borghese hanno cavalcato le testate giornalistiche locali e nazionali: dalla provocazione sciovinista di Simone Carabella venuto da Roma al parco Piraghetto di Mestre con l’unico scopo di umiliare e aggredire oltre 200 lavoratori della comunità bengalese, alle ronde squadriste di JollyTime e di Dutch Travel Maniac camuffati da paladini “anti degrado” a Rialto, abbiamo assistito a vomitevoli atti di matrice razzista e fascista.
Non si tratta di episodi isolati ma di razzismo di stato e manovalanza violenta che servono come armi ideologiche precise per ad alimentare il populismo più becero e aizzare una guerra tra poveri.
Mentre il capitalismo attraversa la sua crisi generale, lo stato borghese risponde nell’unico modo che conosce: continui tagli allo stato sociale, smantellamento della sanità pubblica, salari da fame e carovita insostenibile. Per evitare che la rabbia delle masse si diriga contro la classe dominante, che detiene il controllo sui mezzi di produzione e sui capitali, la democrazia liberale ha bisogno di canalizzare il malcontento verso un capro espiatorio. Gli influencer reazionari svolgono esattamente questo ruolo di servitori del capitale: distolgono l’attenzione dallo sfruttamento quotidiano per dirigerla contro l’immigrato, il diverso, l’ultimo della scala sociale.
La storia ci insegna che quando il capitalismo si inceppa, la borghesia prepara la guerra. Il governo ha la necessità assoluta di pacificare il fronte interno, reprimendo il dissenso e mobilitando la popolazione in chiave sciovinista e reazionaria. Vogliono la componente studentesca e la classe lavoratrice frammentate e sottomesse per poterle meglio trascinare, come carne da macello, verso i fronti della terza guerra mondiale.
Il fascismo non si combatte con il moralismo borghese o con i vuoti appelli alla legalità della sinistra istituzionale. Lo si combatte unendo le masse popolari sulla base dei loro bisogni concreti. Dobbiamo raccogliere la giusta rabbia contro i tagli e la miseria e trasformarla in coscienza politica rivoluzionaria.
Rispondiamo ai vili attacchi fascisti con l’organizzazione! L’unica linea corretta è l’unità di classe contro il capitalismo e l’imperialismo.
Contro il fascismo e la guerra imperialista Organizziamo l’antifascismo militante!
Antitesi Organizzazione Comunista – Mestre
