Volantini e comunicati

No alla giornata della menzogna!


Ogni 10 febbraio la borghesia imperialista italiana celebra la cosiddetta giornata del ricordo, nella quale si falsifica la storia delle terre del confine orientale, denigrando la lotta di liberazione portata avanti dai partigiani comunisti jugoslavi, riabilitando fascisti, nazisti e collaborazionisti sotto il nome di “martiri delle foibe” e portando avanti la menzogna storica della pulizia etnica anti-italiana in Istria e in Dalmazia.

Si tratta di un’operazione politica che ha un obbiettivo chiaro: creare un’egemonia nazionale funzionale allo Stato di guerra, la quale possa nascondere, dietro la riabilitazione del fascismo storico e la denigrazione del patrimonio del movimento comunista, l’implementazione delle strategie della classe dominante. Un’operazione a cui hanno concorso sia la destra che la sinistra borghese, inaugurata nel 1998 nell’infame incontro a Trieste tra coloro che, allora, erano i loro rispettivi caporioni, Fini e Violante, quando venne proclamata la cosiddetta pacificazione nazionale. Oggi questa operazione prosegue e viene approfondita da un governo che è in mano agli eredi del fascismo storico, continuatori della barbarie reazionaria allora sconfitta dalla lotta dei partigiani jugoslavi e italiani, oggi riabilitata pienamente dai “salotti buoni” della borghesia imperialista.

Il fascismo è stato il bastone della borghesia imperialista contro l’avanzata del movimento comunista e oggi quel bastone va riabilitato perché, in tempi di crisi e di guerra, bisogna tendere a blindare la società dietro le direttrici della classe dominante. Ne sono una dimostrazione concreta i continui “pacchetti sicurezza” varati dai vari governi, di destra e di “sinistra”, da ultimo quello in preparazione da parte della cricca di Meloni, che ripropone alcune misure tipiche del regime mussoliniano, come il fermo preventivo.

La denigrazione della lotta partigiana di ieri è funzionale alla propaganda reazionaria della borghesia imperialista sulle lotte dei popoli oppressi oggi. Il messaggio che le classi dominanti vogliono far passare è che quando le masse popolari fanno la storia secondo i loro interessi creano disastri, si tratti ieri della guerra di liberazione delle masse popolari slovene e croate contro l’occupazione nazifascista, si tratti oggi della Resistenza Palestinese e di tutte le lotte dei popoli oppressi contro il sionismo e l’imperialismo occidentale. Non a caso, mentre riabilitano criminali antisemiti nazifascisti, bollano l’antisionismo come antisemitismo e, con i Ddl del sinistro Delrio e del destro Gasparri vogliono fare di questa aberrazione una verità di Stato blindata con censure e sanzioni.

Vogliono creare un’egemonia nazionalista per cui “siamo tutti italiani” e “dobbiamo pacificare la società”, facendoci credere che padroni e operai abbiano gli stessi interessi e, anzi, i secondi devono fare sacrifici per il bene della nazione, in pieno stile corporativo fascista. Secondo la loro propaganda, i nemici non sono coloro che stanno in alto, che sfruttano, immiseriscono e ci portano in guerra, ma quelli esterni, “la Russia che aggredisce e cospira contro il democratico occidente”, “gli islamici retrogradi e terroristi”, nonché le loro “quinte colonne interne”, come gli immigrati (in modo da seminare odio tra le masse popolari) o chi rompe la cosiddetta pacificazione nazionale, come dimostra tutta la propaganda dispiegata dopo il grande corteo di massa a Torino, lo scorso 31 gennaio.

I padroni e il loro Stato hanno sempre più paura che le contraddizioni aperte dalla crisi e dalla guerra rafforzino la tendenza alla mobilitazione delle masse popolari, recentemente manifestatasi con le mobilitazioni per la Palestina. Il nostro compito di comunisti e comuniste è lavorare per lo sviluppo di queste contraddizioni, a stretto contatto con le masse popolari, ma costruendo l’organizzazione rivoluzionaria che ci può consentire di farla finita con il dominio borghese. L’eroica lotta dei partigiani e delle partigiane che sconfissero il nazifascismo, sotto la guida dei partiti comunisti, è parte del patrimonio da difendere e riprendere in questa battaglia.

La memoria è un’arma!

Contrastare la reazione borghese e la riabilitazione del fascismo!

Il passato non si riscrive, il presente è lotta, il futuro è rivoluzione!

Antitesi – Organizzazione Comunista