Albania: l’imperialismo è una tigre di carta
La fase di tendenza alla guerra che stiamo attraversando agita sempre di più le masse popolari in giro per il mondo.
Nelle ultime settimane la manovra di colonialismo d’insediamento sionista in Albania, con il tentativo di occupazione dell’isola di Sazan, è stata bloccata dall’ingente mobilitazione delle masse popolari albanesi. L’interesse sionista è strettamente legato all’interesse dell’oligarchia finanziaria statunitense nell’aprire nuove fonti di accumulazione attraverso la turistificazione d’élite, come l’infame Board of Peace vorrebbe fare per Gaza.
Jared Kushner, genero di Trump e suo consigliere per il Medio Oriente, è a capo del progetto attraverso la sua società di investimento, Affinity Partners, che detiene il 10% di Phoenix Holdings, il più grande gruppo finanziario sionista, coinvolto nel finanziamento e nell’assicurazione di insediamenti e infrastrutture nei territori occupati della Cisgiordania e del Golan. Il progetto proposto, dal valore di circa 1,4 miliardi di euro, trasformerebbe parte dell’isola di Sazan in un resort di alto livello con hotel, ville, appartamenti, un porto turistico e altre strutture di lusso. Il tentativo è tipico della strategia di insediamento coloniale del regime sionista e della necessità stessa a garantirsi la sua sopravvivenza, messa seriamente in discussione dalla guerra con l’Iran e l’asse della Resistenza.
Progetti simili sono in corso a Cipro, dove i sionisti in fuga dopo il 7 ottobre, hanno avviato una vera e propria forma di colonizzazione, acquistando case, terreni e costruendo degli insediamenti chiusi ed esclusivi, di fatto delle colonie in territorio cipriota. A seguito dell’aggravarsi della guerra con l’Iran, la colonizzazione “turistica” si è intensificata, portando a metà del 2025 il numero di sionisti residenti sull’isola ad oltre 15 mila. In Salento, l’imprenditrice immobiliare sionista Orit Lev Marom ha avviato una campagna di consulenze per l’acquisto e la ristrutturazione di proprietà immobiliari, attraverso l’agenzia Coral 37, con la proposta esplicita di creare una colonia sionista in Puglia, promuovendo la costruzione di un insediamento autosufficiente e servizi essenziali come scuole e sanità. Inoltre, il gruppo finanziario sionista Omnam vuole predisporre una serie di investimenti per la costruzione di un mega resort di lusso sulla Costa Ripagnola, in Valle d’Itria.
Oltre alla necessità stessa del sionismo a garantirsi una sua sopravvivenza, questi investimenti delineano anche un interesse strategico: la posizione di Cipro e lo stretto tra Salento e Valona, dove guarda caso si concentrano la maggior parte degli investimenti, rappresentano dei luoghi chiave nel mediterraneo per difesa, rotte energetiche e commerciali.
La crisi economica, finanziaria e d’egemonia che colpisce l’aggregato imperialista occidentale ha aperto ad una fase multipolare, in cui gli interessi delle varie borghesie al suo interno divergono e si ridefiniscono, così l’oligarchia finanziaria USA, con il beneplacito delle classi dirigenti locali, trova ancora una volta un fido alleato nel regime sionista per espropriare e cannibalizzare popoli e territori, anche nel continente Europeo. La forza delle masse popolari ha però fermato i piani di sfruttamento e dominio imperialisti, la mobilitazione di massa in Albania ci dimostra che quando le contraddizioni si acuiscono e le masse scendono in campo, l’imperialismo si dimostra per quello che è, una tigre di carta.
Sostenere, partecipare e propagandare le lotte dei popoli oppressi contro l’imperialismo è il nostro compito immediato, come lo è quello di sostenere, partecipare e propagandare le lotte conto la guerra imperialista e lo stato di guerra qui, nel nostro paese, dove l’aggravarsi della tendenza alla guerra porterà un ulteriore aggravamento della crisi, che pagheranno la classe lavoratrice e le masse popolari.
Quello che manca, in questa fase, è una direzione politica rivoluzionaria: senza una strategia, senza un’organizzazione capace di unire le masse nella lotta per il potere, anche le esperienze più avanzate sono destinate ad esaurirsi o ad essere ricondotte entro gli argini dell’ordine esistente. Le mobilitazioni del “blocchiamo tutto” del settembre-ottobre scorso dicono proprio questo. Lenin sosteneva che al massimo livello di mobilitazione, bisogna corrispondere il massimo livello di organizzazione.
L’obiettivo principale che oggi dobbiamo porre, quindi, è costruire l’organizzazione rivoluzionaria, raccogliere e aggregare forze per colmare il ritardo nella costruzione del partito, strumento con il quale la classe proletaria e le masse popolari trovano la loro espressione, organizzazione e direzione verso la prospettiva rivoluzionaria, per un futuro senza più classi, guerre e sfruttamento.
Resistere e organizzarsi per vincere!
Antitesi Organizzazione Comunista
