DIFENDERE I POSTI DI LAVORO, RESISTERE AI PIANI DEI PADRONI! 🚩🚩
SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI ELECTROLUX
A fronte di iniziative di lotta determinate e compatte, di scioperi e picchetti operai negli stabilimenti Elelctrolux in Italia, il 15 giugno scorso la direzione della multinazionale svedese ha sospeso il piano unilaterale di licenziamenti, annunciato a inizio maggio, che prevede licenziamenti per 1700 lavoratori, sul totale di 4000 operanti nei 5 stabilimenti di Forlì, Porcia (Pn), Susegana (Tv), Cerreto d’Esi (An), e Solaro (Mi).
Solo grazie alla loro determinazione ed unità, alla capacità di lotta espressa in queste settimane i lavoratori e le lavoratrici degli stabilimenti Electrolux sono riusciti a congelare il piano di licenziamenti.
👉 Leggi il testo completo: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/difendere-i-posti-di-lavoro-resistere-ai-piani-dei-padroni/
Lottiamo assieme contro questo sistema di crisi, rapina, sfruttamento e guerra!
Antitesi Organizzazione Comunista
SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI ELECTROLUX
A fronte di iniziative di lotta determinate e compatte, di scioperi e picchetti operai negli stabilimenti Elelctrolux in Italia, il 15 giugno scorso la direzione della multinazionale svedese ha sospeso il piano unilaterale di licenziamenti, annunciato a inizio maggio, che prevede licenziamenti per 1700 lavoratori, sul totale di 4000 operanti nei 5 stabilimenti di Forlì, Porcia (Pn), Susegana (Tv), Cerreto d’Esi (An), e Solaro (Mi).
Solo grazie alla loro determinazione ed unità, alla capacità di lotta espressa in queste settimane i lavoratori e le lavoratrici degli stabilimenti Electrolux sono riusciti a congelare il piano di licenziamenti.
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Lottiamo assieme contro questo sistema di crisi, rapina, sfruttamento e guerra!
Antitesi Organizzazione Comunista
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Forwarded from Antitesi Milano
🗣Rivendichiamo il protagonismo rivoluzionario di tutte le soggettività oppresse di ieri, per organizzarci e lottare per la nostra emancipazione oggi!
🚩NESSUNA GUERRA IMPERIALISTA IN NOSTRO NOME
🚩IMPERIALISMO, SIONISMO E PATRIARCATO: UN UNICO NEMICO
🔥Resistere per vincere🔥
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 https://www.instagram.com/p/DZ9zx88jAdx/?igsh=ZDJvaTB4bmt3eDRz
🚩NESSUNA GUERRA IMPERIALISTA IN NOSTRO NOME
🚩IMPERIALISMO, SIONISMO E PATRIARCATO: UN UNICO NEMICO
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Forwarded from Antitesi Firenze
Le immagini che arrivano da Seano (PO), dove ieri mattina la polizia è intervenuta a sgomberare con la forza un presidio di sindacalisti e operai che da diversi giorni presidiavano l'ingresso dell'azienda per salvare oltre 100 posti di lavoro dai licenziamenti e dal sistema illegale del "chiudi e riapri", è un chiaro attacco ai più elementari diritti sindacali.
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Forwarded from Antitesi Firenze
Purtroppo il copione è sempre lo stesso: da una parte i lavoratori e le lavoratrici del Sudd Cobas, che da anni denunciano con coraggio e dignità il sistema di sfruttamento del Macrolotto pratese, chiedendo "semplicemente" il rispetto della legge e condizioni di lavoro dignitose; dall'altra le istituzioni che, anche attraverso l'uso della forza pubblica, intervengono direttamente a difesa dei padroni di un'azienda come Acca, coinvolta in un procedimento per caporalato e in un contenzioso fiscale da oltre 71 milioni di euro.
Sgomberando il picchetto e portando in Questura operai e solidali con un bus, la polizia si pone dalla parte delle squadracce di padroncini che avevano attaccato il presidio nelle settimane scorse. La violenza dello Stato si mette al servizio della violenza privata dei padroni, a difesa di un sistema di sfruttamento che, in molti casi, arriva a far lavorare 12 ore per 7 giorni in condizioni di semi schiavitù, o a chiudere fittiziamente l'azienda per poi riaprirla a pochi metri di distanza, così da bypassare lo sciopero e gli accordi sindacali.
Mentre il capitalismo non trova via di uscita dalla spirale distruttiva di crisi e guerra imperialista, lo Stato non può fare a meno di difendere con ogni mezzo persino le forme di sfruttamento che fuoriescono dalla sua stessa legalità. L'accelerazione autoritaria che vediamo oggi risponde alla necessità della classe dominate di conservare il proprio potere e i propri profitti, reprimendo ogni forma di conflitto sociale e sindacale, soprattutto quando fuoriesce dalla compatibilità con regole del sistema.
L'attacco al diritto di sciopero da parte della questura di Prato e la violenza poliziesca e padronale contro gli operai di Seano riguarda da vicino tutta la classe lavoratrice. Per questo siamo sempre dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici del sindacato Sudd Cobas, che hanno alzato la testa senza paura per rivendicare salario e diritti.
Solidarietà ai lavoratori e lavoratrici del Sud Cobas!
Sgomberando il picchetto e portando in Questura operai e solidali con un bus, la polizia si pone dalla parte delle squadracce di padroncini che avevano attaccato il presidio nelle settimane scorse. La violenza dello Stato si mette al servizio della violenza privata dei padroni, a difesa di un sistema di sfruttamento che, in molti casi, arriva a far lavorare 12 ore per 7 giorni in condizioni di semi schiavitù, o a chiudere fittiziamente l'azienda per poi riaprirla a pochi metri di distanza, così da bypassare lo sciopero e gli accordi sindacali.
Mentre il capitalismo non trova via di uscita dalla spirale distruttiva di crisi e guerra imperialista, lo Stato non può fare a meno di difendere con ogni mezzo persino le forme di sfruttamento che fuoriescono dalla sua stessa legalità. L'accelerazione autoritaria che vediamo oggi risponde alla necessità della classe dominate di conservare il proprio potere e i propri profitti, reprimendo ogni forma di conflitto sociale e sindacale, soprattutto quando fuoriesce dalla compatibilità con regole del sistema.
L'attacco al diritto di sciopero da parte della questura di Prato e la violenza poliziesca e padronale contro gli operai di Seano riguarda da vicino tutta la classe lavoratrice. Per questo siamo sempre dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici del sindacato Sudd Cobas, che hanno alzato la testa senza paura per rivendicare salario e diritti.
Solidarietà ai lavoratori e lavoratrici del Sud Cobas!
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🚩Fuori ora il nuovo numero di Strike - Foglio per lavoratrici e lavoratori!
LA GUERRA AVANZA: UNIRSI, ORGANIZZARSI, LOTTARE
🔥 Prendi una copia nei nostri punti di distribuzione!!
📍Bergamo - Associazione di amicizia Bergamo-Palestina, via Marzanica 33
📍Catania - Comitato di Solidarietà Popolare Graziella Giuffrida, Via Vittorio Emanuele 436
📍Firenze - Spazio Autogestito D5, Polo di Novoli
📍Genova Prà - Spazio Autogestito Burrasca, Via Branega 10/Q
📍Gorizia - Casa del Popolo, Piazza Tommaseo 7
📍Mestre - Tuttinpiedi, Piazzetta Canova 2
📍Milano - Revdar, Via Quinto Romano 17
📍Padova - Biblioteca Stella Rossa, Galleria Ognissanti 8
📍Palermo - Zona Aut, via Corrado Lancia 12
📍Sesto San Giovanni - Spazio Magenta, Via Magenta 117
📍Udine - Spazio Autogestito, via De Rubeis 43
Trovi Strike e i nostri materiali anche a Brescia, Trieste, Torino, Roma, Vicenza e Bologna! Scrivi ad antitesi@inventati.org o sui social
👉 Leggi l'editoriale: https://antitesirivista.org/strike/n-06/
Antitesi - Organizzazione Comunista
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🚩 All'interno del nuovo numero di Strike trovi anche l'intervista ai lavoratori Leonardo di Torino!
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👉 Leggi l'intervista sul nostro sito: https://antitesirivista.org/strike/intervista-ai-lavoratori-leonardo-di-torino/
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“La causa palestinese non è solamente una causa per i palestinesi, ma una causa per ogni rivoluzionario, dovunque sia, come causa delle masse sfruttate ed oppresse nella nostra era.” Ghassam Kanafani
🚩 L'8 luglio 1972 Ghassan Kanafani, comunista, dirigente del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (Fplp) e grande poeta e scrittore delle sofferenze e della lotta del suo popolo, fu assassinato a Beirut dai criminali sionisti del Mossad, che fecero esplodere la sua auto provocando anche la morte della sua nipote diciassettenne Lamees.
🚩 L'8 luglio 1972 Ghassan Kanafani, comunista, dirigente del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (Fplp) e grande poeta e scrittore delle sofferenze e della lotta del suo popolo, fu assassinato a Beirut dai criminali sionisti del Mossad, che fecero esplodere la sua auto provocando anche la morte della sua nipote diciassettenne Lamees.
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🚩 Il compagno Ghassan Kanafani era nato ad Acri nel 1936, la sua famiglia subì la Nakba e fu espulsa dalla Palestina dal terrore sionista nel 1948. Ghassam dopo avere completato gli studi, lavorò come insegnante e giornalista, prima a Damasco, e poi in Kuwait. Più tardi si trasferì a Beirut e scrisse per molti giornali prima di dare vita, nel 1969, ad Al Hadaf, organo ufficiale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp). Nella sua breve vita è stato il portavoce del Fplp e membro del suo Ufficio Politico, così come un grande scrittore, intellettuale organico alla causa del popolo palestinese.
La base del lavoro intellettuale ed artistico di Ghassan era l’adozione e la difesa delle masse lavoratrici, non solo dei palestinesi ma anche le classi oppresse arabe ed internazionali. Per questo Ghassan Kanafani, da marxista scelse la strada della lotta armata come modo per difendere gli oppressi. Egli era uno di quelli che sinceramente lottarono per lo sviluppo, nel movimento nazionalista di liberazione palestinese, del movimento socialista rivoluzionario pan-arabo, di cui la liberazione della Palestina sarebbe stata una componente vitale. Insisteva sempre sul fatto che il problema della Palestina non poteva essere risolto in modo isolato dall’intera situazione sociale e politica del Mondo arabo.
🔻 La lotta del proletariato internazionale contro l’imperialismo era il principale problema per Ghassan Kanafani, lui e i suoi compagni trasformarono la causa palestinese e araba “in una causa attraverso la quale noi adottavamo la lotta di tutti gli sfruttati ed oppressi nel mondo”.
Questa linea ha trovato chiaro riscontro nello sviluppo della lotta del popolo palestinese e nel fatto che la Resistenza palestinese contro l'occupazione genocida sionista è diventata la bandiera sotto la quale, oggi ancor di più, si raccolgono gli oppressi di tutto il mondo contro l'imperialismo.
🔥 Vogliamo concludere questo nostro ricordo, in occasione del 54º anniversario dell'assassinio di Ghassam con queste sue parole: “L’imperialismo ha disteso il suo corpo sul mondo, la testa in Asia Orientale il cuore nel Medio Oriente, le sue arterie che raggiungono Africa e America Latina. Dovunque lo colpisci, lo danneggi, e servi la Rivoluzione mondiale.”
Le idee del compagno Kanafani non moriranno mai, raccoglierle vuol dire organizzarsi per servire alla Rivoluzione mondiale.
🔻 Rilanciamo la solidarietà e l'appoggio all'eroica Resistenza del popolo palestinese e delle masse del Medio Oriente!
Onore ai martiri – Libertà ai prigionieri!
Morte al sionismo e all'imperialismo!
Con la Resistenza fino alla vittoria! 🚩
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/in-ricordo-di-ghassam-kanafani/
La base del lavoro intellettuale ed artistico di Ghassan era l’adozione e la difesa delle masse lavoratrici, non solo dei palestinesi ma anche le classi oppresse arabe ed internazionali. Per questo Ghassan Kanafani, da marxista scelse la strada della lotta armata come modo per difendere gli oppressi. Egli era uno di quelli che sinceramente lottarono per lo sviluppo, nel movimento nazionalista di liberazione palestinese, del movimento socialista rivoluzionario pan-arabo, di cui la liberazione della Palestina sarebbe stata una componente vitale. Insisteva sempre sul fatto che il problema della Palestina non poteva essere risolto in modo isolato dall’intera situazione sociale e politica del Mondo arabo.
🔻 La lotta del proletariato internazionale contro l’imperialismo era il principale problema per Ghassan Kanafani, lui e i suoi compagni trasformarono la causa palestinese e araba “in una causa attraverso la quale noi adottavamo la lotta di tutti gli sfruttati ed oppressi nel mondo”.
Questa linea ha trovato chiaro riscontro nello sviluppo della lotta del popolo palestinese e nel fatto che la Resistenza palestinese contro l'occupazione genocida sionista è diventata la bandiera sotto la quale, oggi ancor di più, si raccolgono gli oppressi di tutto il mondo contro l'imperialismo.
🔥 Vogliamo concludere questo nostro ricordo, in occasione del 54º anniversario dell'assassinio di Ghassam con queste sue parole: “L’imperialismo ha disteso il suo corpo sul mondo, la testa in Asia Orientale il cuore nel Medio Oriente, le sue arterie che raggiungono Africa e America Latina. Dovunque lo colpisci, lo danneggi, e servi la Rivoluzione mondiale.”
Le idee del compagno Kanafani non moriranno mai, raccoglierle vuol dire organizzarsi per servire alla Rivoluzione mondiale.
🔻 Rilanciamo la solidarietà e l'appoggio all'eroica Resistenza del popolo palestinese e delle masse del Medio Oriente!
Onore ai martiri – Libertà ai prigionieri!
Morte al sionismo e all'imperialismo!
Con la Resistenza fino alla vittoria! 🚩
Antitesi Organizzazione Comunista
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Forwarded from Antitesi Genova
🚩 GENOVA 2001 - 2026
✊ CONTRO LA GUERRA DEI PADRONI, IL FUOCO NON SI È SPENTO!
🌹Per Carlo, per tutti i prigionieri e le prigioniere nelle carceri imperialiste, per tutti i combattenti e le combattenti per la libertà caduti nella lotta contro l'imperialismo e i suoi servi fascisti e sionisti.
CORTEO - ORE 15:30 - PIAZZA CARLO GIULIANI
PRECONCENTRAMENTO GIOVANI - ORE 14:30 - SCUOLA DIAZ
https://www.instagram.com/p/DafiCmpKrET/?igsh=em1qZ29idTF6MmE5
✊ CONTRO LA GUERRA DEI PADRONI, IL FUOCO NON SI È SPENTO!
🌹Per Carlo, per tutti i prigionieri e le prigioniere nelle carceri imperialiste, per tutti i combattenti e le combattenti per la libertà caduti nella lotta contro l'imperialismo e i suoi servi fascisti e sionisti.
CORTEO - ORE 15:30 - PIAZZA CARLO GIULIANI
PRECONCENTRAMENTO GIOVANI - ORE 14:30 - SCUOLA DIAZ
https://www.instagram.com/p/DafiCmpKrET/?igsh=em1qZ29idTF6MmE5
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Forwarded from Antitesi Genova
Le giornate contro il G8 di Genova hanno mostrato la forza delle masse popolari in rivolta nelle metropoli occidentali e la necessità di organizzarsi per conquistare un mondo senza più guerre, oppressione e sfruttamento. Da Seattle, Davos, Nizza, Napoli, Praga, Québec, Göteborg, fino a Genova l’obiettivo era uno solo: sabotare le istituzioni imperialiste. Farla finita con chi banchetta sulle spalle dei popoli.
Il sistema unipolare a guida statunitense iniziava a mostrare le sue crepe. La globalizzazione fu l’ennesimo tentativo della borghesia imperialista occidentale di rinviare la crisi in cui era invischiata da decenni. Una crisi che avrebbe inevitabilmente trovato uno sbocco nella guerra. Lo dimostra il bombardamento NATO della Jugoslavia, che imporrà lo smembramento dei Balcani in piccoli Stati satellite funzionali agli interessi occidentali.
Sul fronte interno, la borghesia italiana rispose alla crisi attraverso privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e nuove forme di precarizzazione del lavoro, colpendo le conquiste ottenute dalle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. A questo si aggiunsero l’adeguamento ai vincoli europei e l’introduzione dell’euro.
Di fronte a questa offensiva, la rabbia delle masse popolari mise con le spalle al muro i padroni imperialisti, che risposero con una repressione sistematica, rispolverando decreti fascisti e militarizzando intere città. L’assassinio di Carlo, la mattanza alla Diaz, le torture a Bolzaneto furono la chiara dimostrazione del dominio tirannico delle borghesie occidentali.
Se la rivolta delle giornate di Genova ha ancora qualcosa da insegnarci, è perché individuò negli otto terroristi che rappresentavano gli interessi della classe dominante il nemico da combattere e sconfiggere: lo stesso nemico che oggi continua a portare avanti i suoi piani di sfruttamento, guerra e genocidio per imporre il proprio dominio ai popoli e alla classe lavoratrice.
La forza e la generosità di quelle giornate mostrarono la capacità delle masse di opporsi al sistema capitalista attraverso una lotta determinata e internazionalista. Allo stesso tempo, mostrarono il limite di una mobilitazione priva di una forza organizzata capace di orientare quella spinta verso una prospettiva di reale rottura. Per questo, oggi più che mai, il compito è costruire un'organizzazione rivoluzionaria, capace di unire le masse popolari e la classe proletaria nella lotta per la presa del potere.
Lo dobbiamo a Carlo, a tutti i prigionieri e le prigioniere nelle carceri imperialiste, a tutti i combattenti e le combattenti per la libertà caduti nella lotta contro l’imperialismo e i suoi servi fascisti e sionisti.
Ricacciare nelle tenebre della storia la barbarie imperialista!
Contro guerra, fascismo e repressione: Rivoluzione!
Antitesi Organizzazione Comunista - Genova
Il sistema unipolare a guida statunitense iniziava a mostrare le sue crepe. La globalizzazione fu l’ennesimo tentativo della borghesia imperialista occidentale di rinviare la crisi in cui era invischiata da decenni. Una crisi che avrebbe inevitabilmente trovato uno sbocco nella guerra. Lo dimostra il bombardamento NATO della Jugoslavia, che imporrà lo smembramento dei Balcani in piccoli Stati satellite funzionali agli interessi occidentali.
Sul fronte interno, la borghesia italiana rispose alla crisi attraverso privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e nuove forme di precarizzazione del lavoro, colpendo le conquiste ottenute dalle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. A questo si aggiunsero l’adeguamento ai vincoli europei e l’introduzione dell’euro.
Di fronte a questa offensiva, la rabbia delle masse popolari mise con le spalle al muro i padroni imperialisti, che risposero con una repressione sistematica, rispolverando decreti fascisti e militarizzando intere città. L’assassinio di Carlo, la mattanza alla Diaz, le torture a Bolzaneto furono la chiara dimostrazione del dominio tirannico delle borghesie occidentali.
Se la rivolta delle giornate di Genova ha ancora qualcosa da insegnarci, è perché individuò negli otto terroristi che rappresentavano gli interessi della classe dominante il nemico da combattere e sconfiggere: lo stesso nemico che oggi continua a portare avanti i suoi piani di sfruttamento, guerra e genocidio per imporre il proprio dominio ai popoli e alla classe lavoratrice.
La forza e la generosità di quelle giornate mostrarono la capacità delle masse di opporsi al sistema capitalista attraverso una lotta determinata e internazionalista. Allo stesso tempo, mostrarono il limite di una mobilitazione priva di una forza organizzata capace di orientare quella spinta verso una prospettiva di reale rottura. Per questo, oggi più che mai, il compito è costruire un'organizzazione rivoluzionaria, capace di unire le masse popolari e la classe proletaria nella lotta per la presa del potere.
Lo dobbiamo a Carlo, a tutti i prigionieri e le prigioniere nelle carceri imperialiste, a tutti i combattenti e le combattenti per la libertà caduti nella lotta contro l’imperialismo e i suoi servi fascisti e sionisti.
Ricacciare nelle tenebre della storia la barbarie imperialista!
Contro guerra, fascismo e repressione: Rivoluzione!
Antitesi Organizzazione Comunista - Genova
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ABDERRAHIM FAKIR ENNESIMO OMICIDIO DI UNO STATO DI GUERRA 🔻
Sono passati due giorni dalla morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia a Bologna. Mentre si tenta di ricondurre tutto all’ennesima “fatalità”, le testimonianze dei residenti e le immagini circolate in queste ore parlano chiaro.
Non si tratta di una fatalità, questo è l’ennesimo omicidio di Stato.
La classe dominante che ci porta in guerra ha bisogno di difendere gli attuali rapporti sociali, e lo Stato, attraverso le sue leggi e i suoi apparati, garantisce tale ordine di sfruttamento da parte dei meno ai danni dei più.
Le forze di polizia costituiscono uno degli strumenti con cui quest’ordine viene imposto.
Sono passati due giorni dalla morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia a Bologna. Mentre si tenta di ricondurre tutto all’ennesima “fatalità”, le testimonianze dei residenti e le immagini circolate in queste ore parlano chiaro.
Non si tratta di una fatalità, questo è l’ennesimo omicidio di Stato.
La classe dominante che ci porta in guerra ha bisogno di difendere gli attuali rapporti sociali, e lo Stato, attraverso le sue leggi e i suoi apparati, garantisce tale ordine di sfruttamento da parte dei meno ai danni dei più.
Le forze di polizia costituiscono uno degli strumenti con cui quest’ordine viene imposto.
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🔻 Non è quindi una fatalità che sia un lavoratore, una persona immigrata, ad essere stato ucciso e non è una casualità che la violenza di stato agisca sempre verso le classi subalterne e mai verso chi controlla i grandi capitali, evade milioni e sfrutta i lavoratori.
Per difendere il monopolio della violenza, quando lo Stato uccide, nella stampa e negli altri mezzi di propaganda, il morto deve diventare immediatamente il colpevole, e la violenza di stato si trasforma in ordine pubblico.
I nuovi decreti sicurezza, lo scudo penale, la sfilata degli scagnozzi del potere sempre pronta a schierarsi dalla parte delle “forze dell’ordine”, lo stato di guerra e la repressione contro chi si mobilita, delineano un quadro chiaro: una borghesia violenta che ricorre alla paura e al controllo lì dove non riesce più a costruire consenso.
Di fronte a tutto questo, non possiamo rimanere fermi, non possiamo rimanere in silenzio!
🚩 La risposta può essere una sola: organizzazione e Resistenza!
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/abderrahim-fakir-ennesimo-omicidio-di-uno-stato-di-guerra/
Per difendere il monopolio della violenza, quando lo Stato uccide, nella stampa e negli altri mezzi di propaganda, il morto deve diventare immediatamente il colpevole, e la violenza di stato si trasforma in ordine pubblico.
I nuovi decreti sicurezza, lo scudo penale, la sfilata degli scagnozzi del potere sempre pronta a schierarsi dalla parte delle “forze dell’ordine”, lo stato di guerra e la repressione contro chi si mobilita, delineano un quadro chiaro: una borghesia violenta che ricorre alla paura e al controllo lì dove non riesce più a costruire consenso.
Di fronte a tutto questo, non possiamo rimanere fermi, non possiamo rimanere in silenzio!
🚩 La risposta può essere una sola: organizzazione e Resistenza!
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SOLIDARIETÀ AL COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI 🚩🚩
Il 26 agosto 2026 il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Tesoro dell’Amministrazione Trump hanno annunciato la designazione del Collettivo Autistici/Inventati come “organizzazione terroristica globale”.
🔎 Il Collettivo A/I offre servizi informatici (email, newsletter, istant messaging) per chi non vuole rivolgersi alle big tech, strumenti di libera comunicazione sottratta ai sistemi di tracciamento e profilazione da parte delle big tech e degli Stati.
L’Amministrazione Usa accusa il Collettivo di aver prodotto un’infrastruttura utilizzata da “molti dei gruppi Antifa tra i più attivi e violenti negli Stati Uniti” oltre che da gruppi rivoluzionari europei.
Il 26 agosto 2026 il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Tesoro dell’Amministrazione Trump hanno annunciato la designazione del Collettivo Autistici/Inventati come “organizzazione terroristica globale”.
🔎 Il Collettivo A/I offre servizi informatici (email, newsletter, istant messaging) per chi non vuole rivolgersi alle big tech, strumenti di libera comunicazione sottratta ai sistemi di tracciamento e profilazione da parte delle big tech e degli Stati.
L’Amministrazione Usa accusa il Collettivo di aver prodotto un’infrastruttura utilizzata da “molti dei gruppi Antifa tra i più attivi e violenti negli Stati Uniti” oltre che da gruppi rivoluzionari europei.
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🔻 Il provvedimento, che congela tutti i beni del Collettivo e vieta tutte le transazioni che lo riguardano sul territorio Usa, è una concretizzazione della linea dell’Amministrazione Usa, resa pubblica il luglio scorso dal Segretario di Stato Marco Rubio, nel convegno contro il cosiddetto “terrorismo di estrema sinistra”. Analoga cosa è già avvenuta per il gruppo inglese Palestine Action e l’organizzazione transnazionale Masa Badil.
Questa azione di tipo repressivo vuole colpire la libertà di comunicazione di chi si oppone allo stato presente delle cose fatto di guerre imperialiste, genocidio di interi popoli come, nel caso dei palestinesi, e aggravamento dello sfruttamento e dell’oppressione dei lavoratori, dei proletari e delle masse popolari in tutto il mondo. Tutte cose di cui è principale responsabile la classe criminale dell’oligarchia finanziaria occidentale, la coalizione Epstein, che ingrassa con la guerra e la spoliazione delle risorse dei popoli, sperando di rimandare così il crollo del suo sistema in crisi.
Allo stesso scopo sviluppano l’intelligenza artificiale per la guerra e il controllo, impestano i territori di data center energivori e inquinanti, e irregimentano i fronti interni con la militarizzazione e la criminalizzazione della lotta di classe.
🚩 La solidarietà è un arma!
Controllo e repressione non fermeranno la lotta contro l’oppressione! 🚩
Antitesi Organizzazione Comunista
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Questa azione di tipo repressivo vuole colpire la libertà di comunicazione di chi si oppone allo stato presente delle cose fatto di guerre imperialiste, genocidio di interi popoli come, nel caso dei palestinesi, e aggravamento dello sfruttamento e dell’oppressione dei lavoratori, dei proletari e delle masse popolari in tutto il mondo. Tutte cose di cui è principale responsabile la classe criminale dell’oligarchia finanziaria occidentale, la coalizione Epstein, che ingrassa con la guerra e la spoliazione delle risorse dei popoli, sperando di rimandare così il crollo del suo sistema in crisi.
Allo stesso scopo sviluppano l’intelligenza artificiale per la guerra e il controllo, impestano i territori di data center energivori e inquinanti, e irregimentano i fronti interni con la militarizzazione e la criminalizzazione della lotta di classe.
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Controllo e repressione non fermeranno la lotta contro l’oppressione! 🚩
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L'arroganza di Electrolux, la risposta è nella lotta! 🚩🚩
Electrolux non solo si rimangia il ritiro del piano ma minaccia un taglio peggiore se non si accetteranno un aumento dei ritmi, lo sgravio sul costo dell'energia e altri aiuti di stato.
✊ La risposta dei lavoratori è chiara e determinata: nessun esubero, nessuna chiusura.
Nel caso Electrolux non regge la solita solfa sui cali degli ordini visto che mentre la multinazionale vuole smantellare parte della produzione, pretende straordinari e aumento dei carichi; non regge nemmeno quella degli impianti vecchi, visto che stabilimenti, come quello di Susegana, sono stati rifatti da zero grazie ai finanziamenti pubblici in perfetta tecnologia industria 4.0. Il piano infame di Electrolux ha l'unico scopo di aumentare i già lauti dividendi degli azionisti.
Electrolux non solo si rimangia il ritiro del piano ma minaccia un taglio peggiore se non si accetteranno un aumento dei ritmi, lo sgravio sul costo dell'energia e altri aiuti di stato.
✊ La risposta dei lavoratori è chiara e determinata: nessun esubero, nessuna chiusura.
Nel caso Electrolux non regge la solita solfa sui cali degli ordini visto che mentre la multinazionale vuole smantellare parte della produzione, pretende straordinari e aumento dei carichi; non regge nemmeno quella degli impianti vecchi, visto che stabilimenti, come quello di Susegana, sono stati rifatti da zero grazie ai finanziamenti pubblici in perfetta tecnologia industria 4.0. Il piano infame di Electrolux ha l'unico scopo di aumentare i già lauti dividendi degli azionisti.
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In questa battaglia si gioca una partita che va oltre Electrolux.
🚩🚩 Difendere il posto di lavoro significa imporre gli interessi di classe contro quelli dei padroni, significa invertire la tendenza che vede il perno nel massiccio sviluppo dell'industria militare, produzione più profittevole a scapito degli altri settori ritenuti meno redditizi.
🚩 La lotta dei lavoratori di Electrolux è parte della lotta contro la tendenza alla guerra e le sue ricadute.
I politici di ogni risma che fanno la passerella nei cortei dei lavoratori non hanno alcuna risposta disponibile. La chiusura e gli esuberi sono parte strutturale di questo sistema basato sulla massimizzazione del profitto, anche se questo significa fame, miseria e disoccupazione.
Solo le lavoratrici e i lavoratori uniti, opponendo i propri rapporti di forza possono cambiare la situazione, solo il loro protagonismo può mettere abbastanza paura ai padroni da fargli fare retromarcia rispetto ai loro piani.
Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux!
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/larroganza-di-electrolux-la-risposta-e-nella-lotta/
🚩🚩 Difendere il posto di lavoro significa imporre gli interessi di classe contro quelli dei padroni, significa invertire la tendenza che vede il perno nel massiccio sviluppo dell'industria militare, produzione più profittevole a scapito degli altri settori ritenuti meno redditizi.
🚩 La lotta dei lavoratori di Electrolux è parte della lotta contro la tendenza alla guerra e le sue ricadute.
I politici di ogni risma che fanno la passerella nei cortei dei lavoratori non hanno alcuna risposta disponibile. La chiusura e gli esuberi sono parte strutturale di questo sistema basato sulla massimizzazione del profitto, anche se questo significa fame, miseria e disoccupazione.
Solo le lavoratrici e i lavoratori uniti, opponendo i propri rapporti di forza possono cambiare la situazione, solo il loro protagonismo può mettere abbastanza paura ai padroni da fargli fare retromarcia rispetto ai loro piani.
Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux!
Antitesi Organizzazione Comunista
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Contro fascismo e Stato di guerra! 🚩🚩
Nelle ultime settimane, il nostro territorio è diventato il palcoscenico dell’ennesima vile provocazione reazionaria. Influencer assoldati dalla macchina mediatica borghese hanno cavalcato le testate giornalistiche locali e nazionali: dalla provocazione sciovinista di Simone Carabella venuto da Roma al parco Piraghetto di Mestre con l’unico scopo di umiliare e aggredire oltre 200 lavoratori della comunità bengalese, alle ronde squadriste di JollyTime e di Dutch Travel Maniac camuffati da paladini “anti degrado” a Rialto, abbiamo assistito a vomitevoli atti di matrice razzista e fascista.
🔻 Non si tratta di episodi isolati ma di razzismo di stato e manovalanza violenta che servono come armi ideologiche precise per ad alimentare il populismo più becero e aizzare una guerra tra poveri.
Nelle ultime settimane, il nostro territorio è diventato il palcoscenico dell’ennesima vile provocazione reazionaria. Influencer assoldati dalla macchina mediatica borghese hanno cavalcato le testate giornalistiche locali e nazionali: dalla provocazione sciovinista di Simone Carabella venuto da Roma al parco Piraghetto di Mestre con l’unico scopo di umiliare e aggredire oltre 200 lavoratori della comunità bengalese, alle ronde squadriste di JollyTime e di Dutch Travel Maniac camuffati da paladini “anti degrado” a Rialto, abbiamo assistito a vomitevoli atti di matrice razzista e fascista.
🔻 Non si tratta di episodi isolati ma di razzismo di stato e manovalanza violenta che servono come armi ideologiche precise per ad alimentare il populismo più becero e aizzare una guerra tra poveri.
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🔻 Mentre il capitalismo attraversa la sua crisi generale, lo stato borghese risponde nell’unico modo che conosce: continui tagli allo stato sociale, smantellamento della sanità pubblica, salari da fame e carovita insostenibile.
👉 Per evitare che la rabbia delle masse si diriga contro la classe dominante, che detiene il controllo sui mezzi di produzione e sui capitali, la democrazia liberale ha bisogno di canalizzare il malcontento verso un capro espiatorio. Gli influencer reazionari svolgono esattamente questo ruolo di servitori del capitale: distolgono l’attenzione dallo sfruttamento quotidiano per dirigerla contro l’immigrato, il diverso, l’ultimo della scala sociale.
La storia ci insegna che quando il capitalismo si inceppa, la borghesia prepara la guerra. Il governo ha la necessità assoluta di pacificare il fronte interno, reprimendo il dissenso e mobilitando la popolazione in chiave sciovinista e reazionaria. Vogliono la componente studentesca e la classe lavoratrice frammentate e sottomesse per poterle meglio trascinare, come carne da macello, verso i fronti della terza guerra mondiale.
🚩 Il fascismo non si combatte con il moralismo borghese o con i vuoti appelli alla legalità della sinistra istituzionale. Lo si combatte unendo le masse popolari sulla base dei loro bisogni concreti. Dobbiamo raccogliere la giusta rabbia contro i tagli e la miseria e trasformarla in coscienza politica rivoluzionaria.
Rispondiamo ai vili attacchi fascisti con l’organizzazione! L’unica linea corretta è l’unità di classe contro il capitalismo e l’imperialismo.
Contro il fascismo e la guerra imperialista Organizziamo l’antifascismo militante!
Antitesi Organizzazione Comunista – Mestre
👉 antitesimestre@proton.me
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/contro-fascismo-e-stato-di-guerra/
👉 Per evitare che la rabbia delle masse si diriga contro la classe dominante, che detiene il controllo sui mezzi di produzione e sui capitali, la democrazia liberale ha bisogno di canalizzare il malcontento verso un capro espiatorio. Gli influencer reazionari svolgono esattamente questo ruolo di servitori del capitale: distolgono l’attenzione dallo sfruttamento quotidiano per dirigerla contro l’immigrato, il diverso, l’ultimo della scala sociale.
La storia ci insegna che quando il capitalismo si inceppa, la borghesia prepara la guerra. Il governo ha la necessità assoluta di pacificare il fronte interno, reprimendo il dissenso e mobilitando la popolazione in chiave sciovinista e reazionaria. Vogliono la componente studentesca e la classe lavoratrice frammentate e sottomesse per poterle meglio trascinare, come carne da macello, verso i fronti della terza guerra mondiale.
🚩 Il fascismo non si combatte con il moralismo borghese o con i vuoti appelli alla legalità della sinistra istituzionale. Lo si combatte unendo le masse popolari sulla base dei loro bisogni concreti. Dobbiamo raccogliere la giusta rabbia contro i tagli e la miseria e trasformarla in coscienza politica rivoluzionaria.
Rispondiamo ai vili attacchi fascisti con l’organizzazione! L’unica linea corretta è l’unità di classe contro il capitalismo e l’imperialismo.
Contro il fascismo e la guerra imperialista Organizziamo l’antifascismo militante!
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🔻 LA RESISTENZA CONTINUA 🔻
A tre anni dall’Operazione Diluvio di Al Aqsa, il 7 ottobre resta una frattura nella storia: il giorno in cui la Resistenza palestinese ha dimostrato al mondo che il nemico sionista può non solo essere colpito, ma anche sconfitto sul campo della guerra di liberazione. Una frattura che ha reso ancora più evidente anche il divario tra le classi dominanti mondiali schierate a sostegno del sionismo e i popoli in lotta che, in tutto il mondo, si sono mobilitate al fianco del popolo palestinese.
A tre anni dall’Operazione Diluvio di Al Aqsa, il 7 ottobre resta una frattura nella storia: il giorno in cui la Resistenza palestinese ha dimostrato al mondo che il nemico sionista può non solo essere colpito, ma anche sconfitto sul campo della guerra di liberazione. Una frattura che ha reso ancora più evidente anche il divario tra le classi dominanti mondiali schierate a sostegno del sionismo e i popoli in lotta che, in tutto il mondo, si sono mobilitate al fianco del popolo palestinese.
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🔻 Dopo tre anni di massacri, al tentativo di spezzare e annientare il popolo palestinese, a Gaza come in Cisgiordania, la Resistenza continua a rispondere combattendo. Anche altri popoli percorrono oggi questa strada, resistendo alle aggressioni dell’imperialismo e del sionismo: dal Libano allo Yemen, dall’Iraq all’Iran. I fronti di guerra già aperti non riescono a produrre la vittoria e che Stati Uniti e Israele cercano. Per questo ne aprono altri, nel tentativo di imporre il proprio progetto di dominio.
🪖 Questa guerra non accade soltanto lontano da noi. L’Italia è in guerra, lo dimostrano il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina nazista, le infrastrutture e le basi militari messe a disposizione degli alleati e il dispiegamento di soldati e mezzi nel Golfo. Ed è proprio mentre la guerra imperialista si estende fuori dai nostri confini che viene costruito anche lo Stato di guerra interno.
Riarmo e repressione procedono insieme. Aumentano le spese militari mentre si sottraggono risorse a salari, sanità, scuola, casa e welfare, e si pretende che lavoratori e masse popolari paghino le conseguenze economiche della guerra: dall’aumento dell’energia a quello dei carburanti e dei beni di prima necessità. Parallelamente, vengono rafforzati gli strumenti per reprimere scioperi, blocchi, occupazioni e manifestazioni. In questa direzione, va anche il cosiddetto DDL antisemitismo volto a colpire proprio il movimento di solidarietà alla Resistenza.
Non è un caso: la guerra imperialista ha bisogno di un fronte interno pacificato, ha bisogno che lavoratori e masse popolari ne accettino i costi e che chi si organizza contro guerra, sfruttamento e repressione venga isolato e colpito. Eppure, in questi tre anni, dalle università alle fabbriche, dalle occupazioni agli scioperi, dai blocchi dei porti alle manifestazioni di massa, la Resistenza palestinese ha trovato una risposta nelle mobilitazioni di milioni di persone in tutto il mondo.
🚩 A tre anni dal 7 ottobre, la Palestina resiste. I popoli del Libano, dello Yemen, dell’Iraq e dell’Iran resistono. La migliore solidarietà che possiamo costruire è sviluppare la lotta contro la guerra imperialista, il riarmo e lo stato di guerra nel nostro Paese: nei quartieri, nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro.
🔻IL 10 OTTOBRE TUTTI IN PIAZZA!
🔻MORTE ALL’IMPERIALISMO! LIBERTÀ AI POPOLI!
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 antitesi.organizzazione@esiliati.org
👉 antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/la-resistenza-continua
🪖 Questa guerra non accade soltanto lontano da noi. L’Italia è in guerra, lo dimostrano il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina nazista, le infrastrutture e le basi militari messe a disposizione degli alleati e il dispiegamento di soldati e mezzi nel Golfo. Ed è proprio mentre la guerra imperialista si estende fuori dai nostri confini che viene costruito anche lo Stato di guerra interno.
Riarmo e repressione procedono insieme. Aumentano le spese militari mentre si sottraggono risorse a salari, sanità, scuola, casa e welfare, e si pretende che lavoratori e masse popolari paghino le conseguenze economiche della guerra: dall’aumento dell’energia a quello dei carburanti e dei beni di prima necessità. Parallelamente, vengono rafforzati gli strumenti per reprimere scioperi, blocchi, occupazioni e manifestazioni. In questa direzione, va anche il cosiddetto DDL antisemitismo volto a colpire proprio il movimento di solidarietà alla Resistenza.
Non è un caso: la guerra imperialista ha bisogno di un fronte interno pacificato, ha bisogno che lavoratori e masse popolari ne accettino i costi e che chi si organizza contro guerra, sfruttamento e repressione venga isolato e colpito. Eppure, in questi tre anni, dalle università alle fabbriche, dalle occupazioni agli scioperi, dai blocchi dei porti alle manifestazioni di massa, la Resistenza palestinese ha trovato una risposta nelle mobilitazioni di milioni di persone in tutto il mondo.
🚩 A tre anni dal 7 ottobre, la Palestina resiste. I popoli del Libano, dello Yemen, dell’Iraq e dell’Iran resistono. La migliore solidarietà che possiamo costruire è sviluppare la lotta contro la guerra imperialista, il riarmo e lo stato di guerra nel nostro Paese: nei quartieri, nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro.
🔻IL 10 OTTOBRE TUTTI IN PIAZZA!
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