Forwarded from Antitesi - Trieste
La sera del 2 ottobre scorso, a Trieste, un fiume di migliaia persone inondava le vie del centro in un corteo spontaneo contro il genocidio in Palestina e contro la complicità dello Stato italiano con l’entità sionista.
Il corteo arrivava presso la stazione ferroviaria, blindata dalla polizia, e si avvicinava per entrarvi, come avvenuto in molte altre città, in quelle giornate di presidi su binari, strade e autostrade, che hanno saputo concretizzare la parola d’ordine “blocchiamo tutto” lanciata dai portuali di Genova.
Agli ingressi della stazione, la polizia attaccava i manifestanti con i manganelli e i lacrimogeni e si sviluppava un parapiglia, durante il quale due vetri delle porte della stazione andavano in frantumi. Nei giorni successivi, la stampa locale lamenterà il “vandalismo dei manifestanti per la Palestina”, stracciandosi le vesti per due vetri rotti, più di quanto abbia deplorato il genocidio di almeno 71 mila palestinesi, di cui un terzo bambini.
Il corteo arrivava presso la stazione ferroviaria, blindata dalla polizia, e si avvicinava per entrarvi, come avvenuto in molte altre città, in quelle giornate di presidi su binari, strade e autostrade, che hanno saputo concretizzare la parola d’ordine “blocchiamo tutto” lanciata dai portuali di Genova.
Agli ingressi della stazione, la polizia attaccava i manifestanti con i manganelli e i lacrimogeni e si sviluppava un parapiglia, durante il quale due vetri delle porte della stazione andavano in frantumi. Nei giorni successivi, la stampa locale lamenterà il “vandalismo dei manifestanti per la Palestina”, stracciandosi le vesti per due vetri rotti, più di quanto abbia deplorato il genocidio di almeno 71 mila palestinesi, di cui un terzo bambini.
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Forwarded from Antitesi - Trieste
Ieri, 15 gennaio, alle sette di mattina, la Digos invadeva le abitazioni di dieci compagne e compagni, tra cui un militante di Antitesi, che sarebbero, secondo l’inchiesta del pubblico ministero Bacer della procura di Trieste, i responsabili di questa giornata di lotta. Lo scopo era, a quattro mesi dai fatti, sequestrare vestiti indossati durante il corteo. I reati attribuiti variano per gli indagati: resistenza, danneggiamenti e interruzione di pubblico servizio per coloro che sarebbero coinvolti nei fatti della stazione, un’imputazione di violenza privata per un giornalista a cui sarebbe stato impedito di filmare e manifestazione non autorizzata per gli accusati di promozione del corteo. Il pm Bacer, a quanto pare, ha questa prassi investigativa: è la stessa che ha disposto le perquisizioni lo scorso primo luglio, in parte contro le stesse persone, per il corteo del 25 Aprile scorso. Per fatti di piazza, non bastano più riprese, foto e verbali da parte degli sbirri, ma bisogna andare direttamente a casa degli indagati, a distanza di mesi, con un chiaro scopo intimidatorio anche per le loro famiglie e persino per reati minori come quello di manifestazione non autorizzata.
In realtà, l’inchiesta triestina si colloca in una rappresaglia a tutto campo che lo Stato italiano, complice del genocidio sionista, sta portando avanti per via giudiziaria, in questi ultimi mesi, contro lo straordinario movimento di solidarietà per la Palestina espressosi nel nostro paese, soprattutto a settembre e ottobre dello scorso anno. Gli arresti contro i dirigenti dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, lo sgombero dell’Askatasuna a Torino e molti altri casi di misure cautelari, inchieste e denunce contro coloro che si sono mobilitati contro il genocidio parlano chiaro. I milioni di giovani, proletari, donne e uomini mobilitatisi ad ogni livello, sui luoghi di lavoro e di studio, scesi nelle strade e nelle piazze, hanno fatto paura alla classe dominante italiana, non solo per la sua alleanza di ferro con l’entità genocida sionista, ma anche per la sua politica generale di guerra. La borghesia imperialista italiana vuole partecipare alla ripartizione del bottino globale, legandosi al carro dei guerrafondai statunitensi, sionisti ed europei, e per questo vi si sta allineando su tutti i fronti di guerra aperti, dalla Palestina all’Ucraina, dal Venezuela all’Iran. Un’esposizione internazionale che, sul fronte interno, necessità da un lato di austerità per le masse popolari, drenando risorse dalla spesa sociale a quella militare, dall’altro di pacificazione forzata con un autoritarismo sempre più pesante e aggressivo, come dimostra il decreto sicurezza già varato dal governo Meloni e quello in preparazione.
Non dobbiamo farci fermare dagli attacchi repressivi, dobbiamo rispondere con consapevolezza, unità, solidarietà e rilancio della lotta, prendendo esempio dall’eroica Resistenza Palestinese.
Dobbiamo rilanciare la mobilitazione per la Palestina, contro la deriva di guerra mondiale e lo Stato di guerra, contro l’austerità bellicista che il governo Meloni e la presidenza Mattarella stanno scaricando sulle masse popolari del nostro paese. A partire dal 23 gennaio a Trieste quando, in concomitanza con l’arrivo della fiamma olimpica in Piazza Unità alle 19.30, bisognerà mobilitarsi portando bandiere palestinesi e striscioni contro la partecipazione sionista alle olimpiadi invernali.
Solidarietà ai compagni e alle compagne sotto indagine per la mobilitazione del 2 ottobre 2025!
Dieci cento mille giornate di lotta come il 2 ottobre 2025!
Mobilitiamoci il 23 gennaio contro la presenza sionista alle olimpiadi invernali!
Antitesi - Trieste
Organizzazione comunista
antitesi_trieste@inventati.org
16 gennaio 2026
In realtà, l’inchiesta triestina si colloca in una rappresaglia a tutto campo che lo Stato italiano, complice del genocidio sionista, sta portando avanti per via giudiziaria, in questi ultimi mesi, contro lo straordinario movimento di solidarietà per la Palestina espressosi nel nostro paese, soprattutto a settembre e ottobre dello scorso anno. Gli arresti contro i dirigenti dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, lo sgombero dell’Askatasuna a Torino e molti altri casi di misure cautelari, inchieste e denunce contro coloro che si sono mobilitati contro il genocidio parlano chiaro. I milioni di giovani, proletari, donne e uomini mobilitatisi ad ogni livello, sui luoghi di lavoro e di studio, scesi nelle strade e nelle piazze, hanno fatto paura alla classe dominante italiana, non solo per la sua alleanza di ferro con l’entità genocida sionista, ma anche per la sua politica generale di guerra. La borghesia imperialista italiana vuole partecipare alla ripartizione del bottino globale, legandosi al carro dei guerrafondai statunitensi, sionisti ed europei, e per questo vi si sta allineando su tutti i fronti di guerra aperti, dalla Palestina all’Ucraina, dal Venezuela all’Iran. Un’esposizione internazionale che, sul fronte interno, necessità da un lato di austerità per le masse popolari, drenando risorse dalla spesa sociale a quella militare, dall’altro di pacificazione forzata con un autoritarismo sempre più pesante e aggressivo, come dimostra il decreto sicurezza già varato dal governo Meloni e quello in preparazione.
Non dobbiamo farci fermare dagli attacchi repressivi, dobbiamo rispondere con consapevolezza, unità, solidarietà e rilancio della lotta, prendendo esempio dall’eroica Resistenza Palestinese.
Dobbiamo rilanciare la mobilitazione per la Palestina, contro la deriva di guerra mondiale e lo Stato di guerra, contro l’austerità bellicista che il governo Meloni e la presidenza Mattarella stanno scaricando sulle masse popolari del nostro paese. A partire dal 23 gennaio a Trieste quando, in concomitanza con l’arrivo della fiamma olimpica in Piazza Unità alle 19.30, bisognerà mobilitarsi portando bandiere palestinesi e striscioni contro la partecipazione sionista alle olimpiadi invernali.
Solidarietà ai compagni e alle compagne sotto indagine per la mobilitazione del 2 ottobre 2025!
Dieci cento mille giornate di lotta come il 2 ottobre 2025!
Mobilitiamoci il 23 gennaio contro la presenza sionista alle olimpiadi invernali!
Antitesi - Trieste
Organizzazione comunista
antitesi_trieste@inventati.org
16 gennaio 2026
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🔻 Anan è stato arrestato e condannato perché ha scelto di prendere parte alla lotta del suo popolo invece di accettare l’oppressione sionista. Questa sentenza è un atto che rafforza un impianto repressivo oggi pienamente operativo in Italia, con sgomberi, arresti, denunce, perquisizioni, e sanzioni contro chi appoggia risolutamente la Resistenza in Palestina e si oppone allo stato di guerra. Un nuovo decreto sicurezza che colpisce il diritto a manifestare è già in cantiere da parte del governo per perseguire ancor di più chi si ribella alla prospettiva della guerra imperialista, e della distruzione e della miseria che si porta dietro.
Questa condanna risponde alla volontà di criminalizzare la resistenza e colpire chi riconosce il diritto dei popoli all’autodeterminazione. Per questo esprimiamo piena solidarietà ad Anan e denunciamo una decisione che mostra chiaramente come lo Stato, governo e la magistratura italiani siano complici del sionismo e del suo progetto genocida.
Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in Italia per indicare concretamente da che parte stare: con la Palestina libera e contro i criminali sionisti e gli imperialisti guerrafondai.
🚩 La repressione non cancella la legittimità della lotta!
Morte al sionismo e all'imperialismo!
Resistere per vincere!
Antitesi – Organizzazione Comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/anan-libero/
Questa condanna risponde alla volontà di criminalizzare la resistenza e colpire chi riconosce il diritto dei popoli all’autodeterminazione. Per questo esprimiamo piena solidarietà ad Anan e denunciamo una decisione che mostra chiaramente come lo Stato, governo e la magistratura italiani siano complici del sionismo e del suo progetto genocida.
Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in Italia per indicare concretamente da che parte stare: con la Palestina libera e contro i criminali sionisti e gli imperialisti guerrafondai.
🚩 La repressione non cancella la legittimità della lotta!
Morte al sionismo e all'imperialismo!
Resistere per vincere!
Antitesi – Organizzazione Comunista
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🚩 Ricordiamo oggi le vittime dell'olocausto e chi ha sacrificato la propria vita nella lotta alla barbarie nazifascista.
🔻 Oggi più che mai, essere antifascisti significa essere antisionisti!
🔻 Contro la falsificazione della borghesia imperialista occidentale, antisionismo non è antisemitismo!
Resistere per vincere! 🚩
Antitesi - Organizzazione Comunista
🔻 Oggi più che mai, essere antifascisti significa essere antisionisti!
🔻 Contro la falsificazione della borghesia imperialista occidentale, antisionismo non è antisemitismo!
Resistere per vincere! 🚩
Antitesi - Organizzazione Comunista
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🚩 Contro lo stato di guerra: dai quartieri, dalle scuole e dai posti di lavoro 🚩
Torino, come tante altre città in Italia, è stata investita da un’ondata repressiva. Pochi giorni fa, 18 nomi sono arrivati sul tavolo del Gip, per somministrare domiciliari e misure restrittive. Prima l’attacco ai militanti, all’imam Shahin, poi la pioggia di sanzioni, l’operazione Aska, i domiciliari agli studenti medi e le misure per 8 giovanissimi solidali, di famiglia araba, per dare l’esempio alla gente dei quartieri e delle case popolari. Quella che stiamo subendo è la repressione che Stato e padroni stanno utilizzando per rispondere ad un movimento di massa che ha saputo mettere in discussione i loro piani di sfruttamento e oppressione.
Torino, come tante altre città in Italia, è stata investita da un’ondata repressiva. Pochi giorni fa, 18 nomi sono arrivati sul tavolo del Gip, per somministrare domiciliari e misure restrittive. Prima l’attacco ai militanti, all’imam Shahin, poi la pioggia di sanzioni, l’operazione Aska, i domiciliari agli studenti medi e le misure per 8 giovanissimi solidali, di famiglia araba, per dare l’esempio alla gente dei quartieri e delle case popolari. Quella che stiamo subendo è la repressione che Stato e padroni stanno utilizzando per rispondere ad un movimento di massa che ha saputo mettere in discussione i loro piani di sfruttamento e oppressione.
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🪖 Le borghesie imperialiste si preparano alla guerra e per agire indisturbate hanno bisogno di zittire le masse e le avanguardie che possono intralciare i loro piani. La storia, però, ci insegna che gli oppressi e la classe lavoratrice non si sono mai piegate completamente davanti alle logiche di guerra.
Non ci hanno impressionato le camionette, i jerseys e gli idranti degli sbirri il 18 dicembre, perché siamo stati abituati, in questi anni, alle jeep dell’esercito agli angoli dei nostri quartieri, come al dispiegamento militare genocida dell’entità sionista per reprimere e cancellare la Resistenza palestinese. Ci stiamo abituando a vedere il livello di conflitto alzarsi nelle città degli yankee, alla violenza dell’ICE, e alle sue emulazioni nei rastrellamenti qui da noi.
Il dispiegamento di forze che la nostra borghesia imperialista mette in campo è il sintomo del timore che le masse rispondano all’irregimentazione dello stato di guerra con la lotta partigiana. Torino è stata una città partigiana. Quella dei partigiani è una lotta di resistenza, sfiancamento e contrattacco.
🚩 Puntano a frammentarci, a levarci i nostri spazi, a costringerci all’alienazione e alla guerra fra poveri con salari da fame e condizioni di vita sempre peggiori. Ma l’azione partigiana trasforma ogni terreno in un campo di battaglia, anche quando ci chiudono gli spazi sociali.
Resta ogni metro che riusciamo a difendere: fra le masse, nei quartieri, sui posti di lavoro, dentro e fuori le scuole, davanti ai portoni per difendere le nostre case. Il numero è la forza delle masse, l’organizzazione la loro arma.
La lotta partigiana comincia con la Resistenza per arrivare all’unica conclusione possibile: la vittoria rivoluzionaria.
🚩 Come Antitesi – Organizzazione Comunista, siamo al fianco di chi, come noi, vive, lavora e si organizza, nei quartieri e fra le masse. Al fianco di chi ogni giorno, dall’Italia, alla Palestina, al Venezuela resiste e combatte contro l’imperialismo e il suo sistema di oppressione e sfruttamento.
Contro l’imperialismo e lo Stato di guerra, ora e sempre Resistenza!
Antitesi – Organizzazione Comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/contro-lo-stato-di-guerra-dai-quartieri-dalle-scuole-e-dai-posti-di-lavoro/
Non ci hanno impressionato le camionette, i jerseys e gli idranti degli sbirri il 18 dicembre, perché siamo stati abituati, in questi anni, alle jeep dell’esercito agli angoli dei nostri quartieri, come al dispiegamento militare genocida dell’entità sionista per reprimere e cancellare la Resistenza palestinese. Ci stiamo abituando a vedere il livello di conflitto alzarsi nelle città degli yankee, alla violenza dell’ICE, e alle sue emulazioni nei rastrellamenti qui da noi.
Il dispiegamento di forze che la nostra borghesia imperialista mette in campo è il sintomo del timore che le masse rispondano all’irregimentazione dello stato di guerra con la lotta partigiana. Torino è stata una città partigiana. Quella dei partigiani è una lotta di resistenza, sfiancamento e contrattacco.
🚩 Puntano a frammentarci, a levarci i nostri spazi, a costringerci all’alienazione e alla guerra fra poveri con salari da fame e condizioni di vita sempre peggiori. Ma l’azione partigiana trasforma ogni terreno in un campo di battaglia, anche quando ci chiudono gli spazi sociali.
Resta ogni metro che riusciamo a difendere: fra le masse, nei quartieri, sui posti di lavoro, dentro e fuori le scuole, davanti ai portoni per difendere le nostre case. Il numero è la forza delle masse, l’organizzazione la loro arma.
La lotta partigiana comincia con la Resistenza per arrivare all’unica conclusione possibile: la vittoria rivoluzionaria.
🚩 Come Antitesi – Organizzazione Comunista, siamo al fianco di chi, come noi, vive, lavora e si organizza, nei quartieri e fra le masse. Al fianco di chi ogni giorno, dall’Italia, alla Palestina, al Venezuela resiste e combatte contro l’imperialismo e il suo sistema di oppressione e sfruttamento.
Contro l’imperialismo e lo Stato di guerra, ora e sempre Resistenza!
Antitesi – Organizzazione Comunista
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🚩 Torino 31 gennaio 2026: 50 mila in piazza contro repressione e Stato di guerra 🚩
Oltre 50.000 persone hanno attraversato Torino in una grande manifestazione di massa a difesa degli spazi di aggregazione e di lotta, respingendo il tentativo di isolamento e criminalizzazione perseguito con lo sgombero di Askatasuna.
Lo stato italiano si prepara alla guerra e, per poter agire indisturbato, ha bisogno di zittire le masse, reprimere le avanguardie e chiudere gli spazi di organizzazione e di lotta.
Oltre 50.000 persone hanno attraversato Torino in una grande manifestazione di massa a difesa degli spazi di aggregazione e di lotta, respingendo il tentativo di isolamento e criminalizzazione perseguito con lo sgombero di Askatasuna.
Lo stato italiano si prepara alla guerra e, per poter agire indisturbato, ha bisogno di zittire le masse, reprimere le avanguardie e chiudere gli spazi di organizzazione e di lotta.
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‼️ La repressione non è più solo una risposta agli eventi, ma assume sempre più il carattere di una repressione preventiva volta a colpire i movimenti proletari e popolari prima che si rafforzino.
Così, sul piano del puro dominio, contro questa grande manifestazione la repressione si è concretizzata in militarizzazione di un’intera città, lacrimogeni, cariche, manganellate, fermi e arresti.
Sul piano della propaganda la destra fascista al governo, seguendo la linea di Trump, ha dispiegato un’operazione politica che punta a definire il nemico interno, etichettando come terrorista chi manifesta con determinazione, contribuendo alla costruzione di un clima di criminalizzazione e di emergenza permanente per chiudere gli spazi di aggregazione e di lotta.
In parallelo la propaganda della sinistra borghese divide il movimento tra “buoni” e “cattivi” agitando il vecchio spauracchio degli “infiltrati” e legittimando la repressione contro chi non resta nei binari di una legalità borghese resa sempre più stretta dallo Stato di guerra orchestrato sul fronte interno. Favorendo così il piano di rilancio della stretta securitaria che oggi si esplicita in un nuovo pacchetto sicurezza del governo Meloni (più polizia, più carcere, meno diritti).
👉 Gli unici infiltrati, gli unici veri terroristi nel nostro paese sono coloro che continuano a seguire le orme degli USA e dei sionisti, chi taglia i fondi per istruzione, sanità e stato sociale per destinarli alla guerra, chi promette guerra e carcere a chi occupa una casa perché non ne ha una. Chi ci alza gli affitti, ci abbassa i salari, ci sfrutta sul posto di lavoro anche a costo delle nostre stesse vite.
Gli unici infiltrati sono i fascisti nei nostri quartieri, sempre pronti a schierarsi dalla parte dello stato e dei padroni. Sono le forze armate e di polizia che tutelano l’ordine borghese e la sicurezza del profitto del capitale, che sgomberano gli spazi sociali, militarizzano le strade delle città, spaccano le teste ai manifestanti, perquisiscono e arrestano chi si oppone alla guerra imperialista.
🚩 È sempre più necessario organizzarsi e costruire unità contro la repressione e lo Stato di guerra.
Piena solidarietà ai compagni feriti, denunciati e arrestati colpiti dalla repressione!
Difenderli significa difendere tutti.
Resistere per vincere!
Antitesi Organizzazione Comunista
Così, sul piano del puro dominio, contro questa grande manifestazione la repressione si è concretizzata in militarizzazione di un’intera città, lacrimogeni, cariche, manganellate, fermi e arresti.
Sul piano della propaganda la destra fascista al governo, seguendo la linea di Trump, ha dispiegato un’operazione politica che punta a definire il nemico interno, etichettando come terrorista chi manifesta con determinazione, contribuendo alla costruzione di un clima di criminalizzazione e di emergenza permanente per chiudere gli spazi di aggregazione e di lotta.
In parallelo la propaganda della sinistra borghese divide il movimento tra “buoni” e “cattivi” agitando il vecchio spauracchio degli “infiltrati” e legittimando la repressione contro chi non resta nei binari di una legalità borghese resa sempre più stretta dallo Stato di guerra orchestrato sul fronte interno. Favorendo così il piano di rilancio della stretta securitaria che oggi si esplicita in un nuovo pacchetto sicurezza del governo Meloni (più polizia, più carcere, meno diritti).
👉 Gli unici infiltrati, gli unici veri terroristi nel nostro paese sono coloro che continuano a seguire le orme degli USA e dei sionisti, chi taglia i fondi per istruzione, sanità e stato sociale per destinarli alla guerra, chi promette guerra e carcere a chi occupa una casa perché non ne ha una. Chi ci alza gli affitti, ci abbassa i salari, ci sfrutta sul posto di lavoro anche a costo delle nostre stesse vite.
Gli unici infiltrati sono i fascisti nei nostri quartieri, sempre pronti a schierarsi dalla parte dello stato e dei padroni. Sono le forze armate e di polizia che tutelano l’ordine borghese e la sicurezza del profitto del capitale, che sgomberano gli spazi sociali, militarizzano le strade delle città, spaccano le teste ai manifestanti, perquisiscono e arrestano chi si oppone alla guerra imperialista.
🚩 È sempre più necessario organizzarsi e costruire unità contro la repressione e lo Stato di guerra.
Piena solidarietà ai compagni feriti, denunciati e arrestati colpiti dalla repressione!
Difenderli significa difendere tutti.
Resistere per vincere!
Antitesi Organizzazione Comunista
🔥8
No alla giornata della menzogna! 🚩
Ogni 10 febbraio la borghesia imperialista italiana celebra la cosiddetta giornata del ricordo, nella quale si falsifica la storia delle terre del confine orientale, denigrando la lotta di liberazione portata avanti dai partigiani comunisti jugoslavi, riabilitando fascisti, nazisti e collaborazionisti sotto il nome di “martiri delle foibe” e portando avanti la menzogna storica della pulizia etnica anti-italiana in Istria e in Dalmazia.
La memoria è un’arma!
👉 Leggi il testo completo su: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/no-alla-giornata-della-menzogna/
Il passato non si riscrive, il presente è lotta, il futuro è rivoluzione! 🚩🚩🚩
Antitesi – Organizzazione Comunista
Ogni 10 febbraio la borghesia imperialista italiana celebra la cosiddetta giornata del ricordo, nella quale si falsifica la storia delle terre del confine orientale, denigrando la lotta di liberazione portata avanti dai partigiani comunisti jugoslavi, riabilitando fascisti, nazisti e collaborazionisti sotto il nome di “martiri delle foibe” e portando avanti la menzogna storica della pulizia etnica anti-italiana in Istria e in Dalmazia.
La memoria è un’arma!
👉 Leggi il testo completo su: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/no-alla-giornata-della-menzogna/
Il passato non si riscrive, il presente è lotta, il futuro è rivoluzione! 🚩🚩🚩
Antitesi – Organizzazione Comunista
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Fuori ora il nuovo numero di Strike - Foglio per lavoratrici e lavoratori!
🔥 Vieni nei nostri punti di distribuzione per prenderne una copia!!
📍Bergamo - Associazione di amicizia Bergamo - Palestina, via Marzanica 33
📍Catania - Comitato di Solidarietà Popolare Graziella Giuffrida, Via Vittorio Emanuele 436
📍Firenze - Spazio Autogestito D5, Polo di Novoli
📍Gorizia - Casa del Popolo, Piazza Tommaseo 7
📍Mestre - Tuttinpiedi, Piazzetta Canova 2
📍Milano - Revdar, Via Quinto Romano 17
📍Padova - Biblioteca Stella Rossa, Galleria Ognissanti 8
📍Sesto San Giovanni - Spazio Magenta, Via Magenta 117
Potete trovare Strike e altri nostri materiali anche a Trieste, Genova, Torino, Roma, Vicenza e Bologna scrivendo ad antitesi@inventati.org
Leggi l'editoriale sul nostro sito: https://antitesirivista.org/
🚩 Ribaltare i rapporti di forza è possibile e necessario!
🚩 Organizziamoci per resistere e vincere!
Antitesi - Organizzazione Comunista
🔥 Vieni nei nostri punti di distribuzione per prenderne una copia!!
📍Bergamo - Associazione di amicizia Bergamo - Palestina, via Marzanica 33
📍Catania - Comitato di Solidarietà Popolare Graziella Giuffrida, Via Vittorio Emanuele 436
📍Firenze - Spazio Autogestito D5, Polo di Novoli
📍Gorizia - Casa del Popolo, Piazza Tommaseo 7
📍Mestre - Tuttinpiedi, Piazzetta Canova 2
📍Milano - Revdar, Via Quinto Romano 17
📍Padova - Biblioteca Stella Rossa, Galleria Ognissanti 8
📍Sesto San Giovanni - Spazio Magenta, Via Magenta 117
Potete trovare Strike e altri nostri materiali anche a Trieste, Genova, Torino, Roma, Vicenza e Bologna scrivendo ad antitesi@inventati.org
Leggi l'editoriale sul nostro sito: https://antitesirivista.org/
🚩 Ribaltare i rapporti di forza è possibile e necessario!
🚩 Organizziamoci per resistere e vincere!
Antitesi - Organizzazione Comunista
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Forwarded from Antitesi Milano
LA NOSTRA UNICA PROSPETTIVA: RESISTERE PER VINCERE
🗣Milano Olimpica è una delle prove generali dello stato di guerra
🚩 Zone rosse, repressione, militarizzazione dei quartieri... non sono misure temporanee!
Non c'è neutralità possibile. Non c'è un ritorno alla normalità, perchè la normalità è già guerra!
👉 Leggi il comunicato completo su:
https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/milano-olimpica-laboratorio-dello-stato-di-guerra/
Antitesi Organizzazione Comunista - Milano
🗣Milano Olimpica è una delle prove generali dello stato di guerra
🚩 Zone rosse, repressione, militarizzazione dei quartieri... non sono misure temporanee!
Non c'è neutralità possibile. Non c'è un ritorno alla normalità, perchè la normalità è già guerra!
👉 Leggi il comunicato completo su:
https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/milano-olimpica-laboratorio-dello-stato-di-guerra/
Antitesi Organizzazione Comunista - Milano
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Forwarded from Antitesi Genova
💥 Presentazione del quaderno:
"IMPARARE A DIFENDERSI"
Linee di condotta per contrastare la repressione
⁉️Come comportarsi durante fermi, perquisizioni e processi?
🔻Il nuovo quaderno di Antitesi "Imparare a difendersi" nasce dall'esperienza di compagne e compagni con l'obiettivo di definire e socializzare una linea di condotta per fronteggiare la repressione del nemico di classe.
🔻In un clima repressivo sempre più forte, è oggi fondamentale comprendere il ruolo della repressione nel contesto dello stato di guerra per "imparare a difendersi" e per difendere le lotte di cui facciamo parte.
🌐Venerdì 20 febbraio
⌚Ore 18:30
📍CAP, via Albertazzi 3r
🗺️Genova
A seguire dibattito.
"IMPARARE A DIFENDERSI"
Linee di condotta per contrastare la repressione
⁉️Come comportarsi durante fermi, perquisizioni e processi?
🔻Il nuovo quaderno di Antitesi "Imparare a difendersi" nasce dall'esperienza di compagne e compagni con l'obiettivo di definire e socializzare una linea di condotta per fronteggiare la repressione del nemico di classe.
🔻In un clima repressivo sempre più forte, è oggi fondamentale comprendere il ruolo della repressione nel contesto dello stato di guerra per "imparare a difendersi" e per difendere le lotte di cui facciamo parte.
🌐Venerdì 20 febbraio
⌚Ore 18:30
📍CAP, via Albertazzi 3r
🗺️Genova
A seguire dibattito.
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Epstein files, il volto dell’oligarchia finanziaria
🔻 Questa oligarchia finanziaria, frazione dominante della borghesia imperialista, è il nemico principale da abbattere.
🚩 Il fatto che le masse ne diventino sempre più consapevoli costituisce una condizione determinante per la nuova ondata della rivoluzione proletaria nel mondo come nel nostro paese.
👉 Leggi il testo completo sul nostro sito: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/epstein-files-il-volto-delloligarchia-finanziaria/
Resistere per vincere!
Antitesi - Organizzazione Comunista
🔻 Questa oligarchia finanziaria, frazione dominante della borghesia imperialista, è il nemico principale da abbattere.
🚩 Il fatto che le masse ne diventino sempre più consapevoli costituisce una condizione determinante per la nuova ondata della rivoluzione proletaria nel mondo come nel nostro paese.
👉 Leggi il testo completo sul nostro sito: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/epstein-files-il-volto-delloligarchia-finanziaria/
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Antitesi - Organizzazione Comunista
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Forwarded from Antitesi Firenze
La vicenda di Haji, studentessa del Liceo Machiavelli-Capponi di Firenze, segnalata ai servizi sociali per aver sostenuto la lotta degli operai della stireria L'Alba, dimostra che la repressione utilizza ogni mezzo disponibile per mostrare i suoi muscoli. L'indagine avviata dai servizi sociali su una studentessa minorenne e la sua famiglia è accompagnata dalle minacce di gravi conseguenze qualora dovesse continuare a partecipare a proteste sindacali e politiche. Atti intimidatori gravissimi, che mettono a nudo il carattere razzista di un attacco portato a segno contro una giovane di seconda generazione e che segnano un precedente importante in un contesto segnato da crisi economica e tendenza alla guerra, in cui gli apparati statali alzano l’asticella della criminalizzazione del dissenso e della chiusura degli spazi di agibilità politica e sindacale.
Dobbiamo essere chiari, la tendenza alla guerra è l’unica strategia che la borghesia imperialista può mettere in campo per salvare sé stessa dalle crisi strutturali del capitalismo. Non potendo più elargire briciole per garantire la pace sociale deve necessariamente ricorrere alla repressione. Isolare, spaventare e colpire le forze più energiche della società – giovani, avanguardie di lotta e solidali – serve a pacificare con la forza il fronte interno per poter riprodurre questo sistema di sfruttamento e muoversi indisturbati verso il prossimo scontro imperialista.
Questo “Stato di guerra” agisce preventivamente con intimidazioni e profilazioni razziali e politiche, sfruttando ogni forma di ricattabilità: scolastica e lavorativa, ma anche economica – attraverso sanzioni e multe – ed infine penale, attraverso la minaccia dell’arresto.
I giovani sono i primi a farne le spese: la borghesia imperialista è consapevole che le nuove generazioni covano la rabbia e la voglia di sfidare un sistema che li emargina e li condanna alla precarietà. Per questo lo Stato agisce per prevenirne gli effetti usando tutti gli strumenti a sua disposizione: dalla scuola, ai decreti ad hoc come quello Caivano, fino ai servizi sociali per ricattare le famiglie, soprattutto se marginalizzate e razzializzate.
La schedatura degli studenti palestinesi operata dal Ministro Valditara e la profilazione delle scuole con docenti “comunisti” (come recentemente proposto da FdI a Bagno a Ripoli), la narrazione nazionalista delle nuove linee guida per l’istruzione, il registro elettronico e le telecamere negli istituti, la figura del Preside sceriffo e la reintroduzione del voto in condotta utile alla bocciatura, sono tutti elementi che seguono la medesima tendenza: la scuola deve essere strumento di egemonia della classe dominante, anche attraverso le forme di controllo, disciplinamento e punizione.
Questo avviene perché lo “Stato di guerra” traccia in modo netto dei confini sempre più ristretti entro cui le lotte devono restare confinate e poi, quando non ci riesce, punisce chi queste lotte le anima e chi vi solidarizza.
Ciò che sta avvenendo alla studentessa di Firenze e alla sua famiglia ci riguarda tutte e tutti, perché è un attacco alla solidarietà e alla partecipazione politica che segna la volontà dello Stato di spezzare il legame fra le lotte studentesche – animate dal futuro proletariato di domani – e le lotte della classe lavoratrice. È un attacco, dunque, che riguarda chiunque non rimane indifferente alle ingiustizie, lotta e si organizza contro il futuro di sfruttamento e guerra che la classe dominante vorrebbe imporci.
Per queste ragioni Domenica 1 Marzo, alle ore 15 in Piazza Santo Spirito, anche noi saremo all’assemblea pubblica lanciata dai compagni e dalle compagne di scuola di Haji, perché la solidarietà ed il rilancio delle lotte sono gli anticorpi per spezzare l’isolamento e la paura a cui mira la repressione.
CONTRO REPRESSIONE E STATO DI GUERRA, RESISTERE PER VINCERE!
Dobbiamo essere chiari, la tendenza alla guerra è l’unica strategia che la borghesia imperialista può mettere in campo per salvare sé stessa dalle crisi strutturali del capitalismo. Non potendo più elargire briciole per garantire la pace sociale deve necessariamente ricorrere alla repressione. Isolare, spaventare e colpire le forze più energiche della società – giovani, avanguardie di lotta e solidali – serve a pacificare con la forza il fronte interno per poter riprodurre questo sistema di sfruttamento e muoversi indisturbati verso il prossimo scontro imperialista.
Questo “Stato di guerra” agisce preventivamente con intimidazioni e profilazioni razziali e politiche, sfruttando ogni forma di ricattabilità: scolastica e lavorativa, ma anche economica – attraverso sanzioni e multe – ed infine penale, attraverso la minaccia dell’arresto.
I giovani sono i primi a farne le spese: la borghesia imperialista è consapevole che le nuove generazioni covano la rabbia e la voglia di sfidare un sistema che li emargina e li condanna alla precarietà. Per questo lo Stato agisce per prevenirne gli effetti usando tutti gli strumenti a sua disposizione: dalla scuola, ai decreti ad hoc come quello Caivano, fino ai servizi sociali per ricattare le famiglie, soprattutto se marginalizzate e razzializzate.
La schedatura degli studenti palestinesi operata dal Ministro Valditara e la profilazione delle scuole con docenti “comunisti” (come recentemente proposto da FdI a Bagno a Ripoli), la narrazione nazionalista delle nuove linee guida per l’istruzione, il registro elettronico e le telecamere negli istituti, la figura del Preside sceriffo e la reintroduzione del voto in condotta utile alla bocciatura, sono tutti elementi che seguono la medesima tendenza: la scuola deve essere strumento di egemonia della classe dominante, anche attraverso le forme di controllo, disciplinamento e punizione.
Questo avviene perché lo “Stato di guerra” traccia in modo netto dei confini sempre più ristretti entro cui le lotte devono restare confinate e poi, quando non ci riesce, punisce chi queste lotte le anima e chi vi solidarizza.
Ciò che sta avvenendo alla studentessa di Firenze e alla sua famiglia ci riguarda tutte e tutti, perché è un attacco alla solidarietà e alla partecipazione politica che segna la volontà dello Stato di spezzare il legame fra le lotte studentesche – animate dal futuro proletariato di domani – e le lotte della classe lavoratrice. È un attacco, dunque, che riguarda chiunque non rimane indifferente alle ingiustizie, lotta e si organizza contro il futuro di sfruttamento e guerra che la classe dominante vorrebbe imporci.
Per queste ragioni Domenica 1 Marzo, alle ore 15 in Piazza Santo Spirito, anche noi saremo all’assemblea pubblica lanciata dai compagni e dalle compagne di scuola di Haji, perché la solidarietà ed il rilancio delle lotte sono gli anticorpi per spezzare l’isolamento e la paura a cui mira la repressione.
CONTRO REPRESSIONE E STATO DI GUERRA, RESISTERE PER VINCERE!
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Quello che la propaganda occidentale vende come tentativo di “liberazione” del popolo iraniano, non è altro che l’ennesimo passo del progetto imperialista e sionista, che punta a rafforzare la proprio egemonia economica e militare sul Medio Oriente, facendone pagare il prezzo più alto alle masse. Ma l'imperialismo è una tigre di carta destinata a soccombere sotto il protagonismo dei popoli in lotta.
❗️ Chi muove le fila dell'aggressione imperialista sono gli stessi stupratori, pedofili e assassini dello scandalo Epstein che oggi vogliono convincerci di voler salvare le donne iraniane - proprio come hanno fatto nelle ultime ore bombardando una scuola femminile e uccidendo oltre 80 studentesse.
La stessa oligarchia finanziaria che nel frattempo, in occidente, guida il processo di finanziamento della guerra e delle infrastrutture militari, mentre vengono tagliati i diritti e abbandonati i nostri territori. La stessa classe di criminali che poi fa miliardi sulla guerra e sulle spalle dei popoli nel mondo, che qui reprime il dissenso e compie le peggio nefandezze sulle classi che opprime.
🚩 Tutta la nostra solidarietà al popolo iraniano che combatte il nostro stesso nemico imperialista e sionista.
Dall'Iran alla Palestina, dal Donbass al Venezuela e all'isola di Cuba morte all'imperialismo, libertà per i popoli!
Resistere per vincere!
Antitesi - Organizzazione Comunista
❗️ Chi muove le fila dell'aggressione imperialista sono gli stessi stupratori, pedofili e assassini dello scandalo Epstein che oggi vogliono convincerci di voler salvare le donne iraniane - proprio come hanno fatto nelle ultime ore bombardando una scuola femminile e uccidendo oltre 80 studentesse.
La stessa oligarchia finanziaria che nel frattempo, in occidente, guida il processo di finanziamento della guerra e delle infrastrutture militari, mentre vengono tagliati i diritti e abbandonati i nostri territori. La stessa classe di criminali che poi fa miliardi sulla guerra e sulle spalle dei popoli nel mondo, che qui reprime il dissenso e compie le peggio nefandezze sulle classi che opprime.
🚩 Tutta la nostra solidarietà al popolo iraniano che combatte il nostro stesso nemico imperialista e sionista.
Dall'Iran alla Palestina, dal Donbass al Venezuela e all'isola di Cuba morte all'imperialismo, libertà per i popoli!
Resistere per vincere!
Antitesi - Organizzazione Comunista
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🚩 L'imperialismo non è emancipazione! Contro la guerra rivoluzione!
Il non allineamento dell’Iran al blocco occidentale e il fatto di essere la spina dorsale dell’asse della Resistenza in Medioriente, ha spinto l’imperialismo Usa e il suo fedele alleato sionista ad attaccarlo, la notte del 28 febbraio.
E sin da subito si svela quanto fossero false le loro pretese di esportazione di democrazia e di diritti delle donne. Oltre cento ragazze, infatti, hanno perso la vita a causa di un missile che a Minab ha preso di mira una scuola femminile.
Il non allineamento dell’Iran al blocco occidentale e il fatto di essere la spina dorsale dell’asse della Resistenza in Medioriente, ha spinto l’imperialismo Usa e il suo fedele alleato sionista ad attaccarlo, la notte del 28 febbraio.
E sin da subito si svela quanto fossero false le loro pretese di esportazione di democrazia e di diritti delle donne. Oltre cento ragazze, infatti, hanno perso la vita a causa di un missile che a Minab ha preso di mira una scuola femminile.
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❌ Ci si chiede, inoltre, quale democrazia e idea di emancipazione delle donne, la borghesia occidentale voglia esportare, considerando l’enorme scandalo rivelato dagli Epstein’s files: un lungo elenco di documenti che palesano come gli stessi politici che ci stanno trascinando in guerra abbiano abusato, sfruttato e stuprato giovani donne proletarie.
L’Italia complice risponde a questo clima di guerra generale e putrefazione dei rapporti dirottando quotidianamente milioni di euro di fondi pubblici a spese militari, a grandi opere (vedi giochi olimpici Milano-Cortina o il ponte sullo Stretto) e a processi di militarizzazione dei quartieri popolari, con paralleli tagli a istruzione, assistenza, sanità che pesano soprattutto sulle donne. Esse dovendo farsi carico del lavoro di cura di figli, anziani, persone con disabilità, sono costrette a lavori precari, se non addirittura alla disoccupazione, con dato ancor più drammatici al Sud, per l’assenza di servizi pubblici.
🚩 Tutto ciò é la dimostrazione plastica di come non ci possa essere liberazione femminile all’interno di questo sistema capitalista e patriarcale, ma che lo si possa abbattere solo con il protagonismo e la determinazione contro il nemico, esattamente come fecero le operaie di San Pietroburgo nel 1917 che mobilitandosi contro guerra e sfruttamento divennero la miccia della rivoluzione.
🚩 Oggi quella potenza va riconquistata! Dopo decenni di battaglie difensive, le masse hanno mostrato di potersi rimettere in movimento quando intravedono un obiettivo chiaro e raggiungibile, come la mobilitazione intorno a Blocchiamo tutto della Global Sumud Flotilla. In questo passaggio storico i giovani e le donne sono stati protagonisti. Più di altri hanno colto il cambio di fase perché vivono sulla propria pelle una stabilità economica sempre più precaria, accompagnata dalla disgregazione dei rapporti sociali: femminicidi, isolamento, impossibilità di immaginare un futuro. Ci hanno dimostrato che si può e si deve lottare fianco a fianco, costruire una lotta capace di unire donne, uomini e soggettività non eteronormate contro il capitalismo e l’imperialismo in casa nostra.
🚩 NON C’È EMANCIPAZIONE DELLA DONNA SENZA RIVOLUZIONE, NON C’È RIVOLUZIONE SENZA EMANCIPAZIONE DELLA DONNA! 🚩
Antitesi - Organizzazione Comunista
👉 Leggi il testo anche su: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/limperialismo-non-e-emancipazione-contro-la-guerra-rivoluzione/
👉 Segui i canali delle sezioni locali per rimanere aggiornato su iniziative e piazze per l'8 marzo!
L’Italia complice risponde a questo clima di guerra generale e putrefazione dei rapporti dirottando quotidianamente milioni di euro di fondi pubblici a spese militari, a grandi opere (vedi giochi olimpici Milano-Cortina o il ponte sullo Stretto) e a processi di militarizzazione dei quartieri popolari, con paralleli tagli a istruzione, assistenza, sanità che pesano soprattutto sulle donne. Esse dovendo farsi carico del lavoro di cura di figli, anziani, persone con disabilità, sono costrette a lavori precari, se non addirittura alla disoccupazione, con dato ancor più drammatici al Sud, per l’assenza di servizi pubblici.
🚩 Tutto ciò é la dimostrazione plastica di come non ci possa essere liberazione femminile all’interno di questo sistema capitalista e patriarcale, ma che lo si possa abbattere solo con il protagonismo e la determinazione contro il nemico, esattamente come fecero le operaie di San Pietroburgo nel 1917 che mobilitandosi contro guerra e sfruttamento divennero la miccia della rivoluzione.
🚩 Oggi quella potenza va riconquistata! Dopo decenni di battaglie difensive, le masse hanno mostrato di potersi rimettere in movimento quando intravedono un obiettivo chiaro e raggiungibile, come la mobilitazione intorno a Blocchiamo tutto della Global Sumud Flotilla. In questo passaggio storico i giovani e le donne sono stati protagonisti. Più di altri hanno colto il cambio di fase perché vivono sulla propria pelle una stabilità economica sempre più precaria, accompagnata dalla disgregazione dei rapporti sociali: femminicidi, isolamento, impossibilità di immaginare un futuro. Ci hanno dimostrato che si può e si deve lottare fianco a fianco, costruire una lotta capace di unire donne, uomini e soggettività non eteronormate contro il capitalismo e l’imperialismo in casa nostra.
🚩 NON C’È EMANCIPAZIONE DELLA DONNA SENZA RIVOLUZIONE, NON C’È RIVOLUZIONE SENZA EMANCIPAZIONE DELLA DONNA! 🚩
Antitesi - Organizzazione Comunista
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